Decreto Partite IVA 2015 Milleproroghe Minimi Forfettario novità

Nuovo decreto sulle partite IVA 2015 emendamento Milleproroghe cosa prevede e cambia per regime dei minimi e forfettario? Quali sono le novità nel testo?

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Il decreto sulle Partite IVA 2015 è in arrivo con il Milleproroghe in aula con il CdM del 20 febbraio. Come promesso da Matteo Renzi e anticipato sia dal Presidente del Consiglio con un twitter e dai relatori del provvedimento, Maibo Marchi (Pd) e Francesco Paolo Sisto (Fi), arriverà un emendamento ad hoc del Governo proprio sul nuovo regime dei minimi, che dovrebbe contenere una proroga di un 1 anno per i minimi, possibilità di scelta tre i minimi e il regime forfettario la cui aliquota potrebbe essrre ridotta al 10% ma in questo caso il Governo deve trovare le coperture necessarie, e probabile revisione delle piccole partite Iva.

 

Nuovo decreto sulle partite IVA 2015:

Il Decreto sulla fiscalità internazionale del 20 febbraio 2015 conterrà un emendamento del Governo che dovrebbe prevedere una revisione più ampia delle piccole partite IVA modificate a seguito dell'entrata in vigore della Legge di Stabilità 2015 con il nuovo regime forfettario. Tali modifiche, richieste a gran voce dalle associazioni dei professionisti, autonomi e free lance, non ultima la campagna promossa da Acta in Rete con l’hashtag #refurtIva, sono diventate sempre più insistenti a causa della forte penalizzazione che i professionsiti e autonomi, hanno dovuto subire con la revisione dei regimi fiscali 2015 voluti con la Delega fiscale.

Ma cosa prevede il nuovo decreto sulle partite IVA? Il Milleproroghe del 20 febbraio, dovrebbe contenere una serie di emendamenti che riguarderanno:

  • Proposta di proroga per un anno del regime dei minimicon aliquota al 5% per i contribuenti minimi che non hanno compiuto ancora 35 anni. Confermata dalla commissioni Bilancio e Affari Costituzionali della Camera. La proroga del vecchio regime dei minimi Iva per tutto il 2015 , che coesisterà con il nuovo forfetario. Ora si aspetta che per il decreto Milleproroghe arrivi la fiducia del Governo. 
  • Possibilità  di scegliere tra il vecchio sistema e il nuovo foretario introdotto con la Legge di stabilità 2015. 
  • Probabile revisione sulle piccole partite Iva: penalizzate sia da un'imposta sostitutiva al 15% e limiti molto duri per i ricavi: 15.000 euro per i professionisti e 40.000 per i commercianti. Soglie di ricavi che riducono di molto l'accesso al nuovo regime rispetto al regime dei minimi era uguale per tutte le categorie di contribuenti a 30 mila euro
  • Ultimo aggiornamento contributi INPS gestione separata: approvazione dell'emendamento di Saltamartini sulle partite Iva, sottoscritto anche da tutti i gruppi parlamentari. Bloccato l'aumento dei contributi INPS per gli iscritti alla gestione separata. L'aliquota per il 2015 rimane al 27,72% grazie alla copertura di 120 milioni di euro individuata dal governo. Si aspetta però la fiducia.

 

Milleproroghe 2015 minimi e forfetario: novità

Con il decreto Milleproroghe 2015 il Governo intende intervenire sulla questione dei minimi  e del nuovo regime forfettario con un emendamento al decreto legge all'esame alla Camera nelle commissioni Bilancio e Affari costituzionali. Il prossimo CdM di venerdì 20 febbraio 2015, verrà proposta la modifica dei due regimi che dovrebbe prevedere:

1) Regime dei minimi: Proroga per un anno del precedente regime fiscale agevolativo, quindi quello dei minimi fino al 31 dicembre 2015, già confermato dalla commissione Bilancio manca solo la fiducia del Governo.

2) Regime forfettario: Possibilità di scelta tra il vecchio sistema e quello introdotto con la legge di Stabilità 2015 con il nuovo forfettario. Un regime questo, che prevede che la determinazione del reddito da assoggettare all'imposta sostitutiva sia del 15% mentre per i  "vecchi minimi', era del 5% garantito per 5 anni per i giovani fino a 35 anni e limite di ricavi a 30.000 euro. Per i giovani professionisti e autonomi, invece, le nuove norme hanno abbassato il tetto a 15mila euro mentre per i commercianti è salito da 30 a 40mila euro. Possibile anche un abbassamento dell'aliquota dal 15% al 10%, ma molto difficilmente potrà arrivare una simile modifica, dal momento che il Governo non ha le coperture necessarie.

Il relatore Marchi ha quindi confermato che il Milleproroghe conterrà diversi emendamenti dei deputati che riguardano sia i nuovi minimi che la proroga dei contributi per la gestione separata, ovvero, blocco dell'aumento percentuale dei contributi gestione separata 2015 al 30,72% mantenendo quella al 27,72% in vigore fino al 2014. A tal proposito, Marchi ammette che "l'orientamento del governo è comunque relativo a un intervento sui minimi" per cui i contributi Inps non dovrebbero rientrare nel Milleproroghe mentre "Si sta ragionando su due ipotesi, "o prorogare la normativa precedente o consentire la scelta" tra il vecchio regime dei minimi al 5% e il nuovo forfettario al 15% con i nuovi coefficienti ma senza limiti, né di durata né di età e con un regime contributivo agevolato. A tal proposito, la circolare INPS del 29 gennaio 2015 ha chiarito che i contribuenti che adotteranno il nuovo regime fiscale forfetario introdotto dalla Legge di Stabilità 2015 non saranno obbligati a versare la quota fissa di contributi, il versamento avverrà infatti in percentuale rispetto al reddito forfettario, senza l’applicazione del minimo imponibile. 

Per accedere a tale regime contributivo, per i contribuenti a partire da gennaio 2015 devono compilare l'apposito modello INPS online entro il 28 febbraio dell’anno per il quale intendono usufruire del regime agevolato ed in caso di ritardo, l'agevolazione scatterà dall'anno successivo, per i soggetti invece che avviano una nuova attività dal 1° gennaio 2015, devono presentare una dichiarazione di adesione dopo aver ricevuto la conferma dell’avvenuta iscrizione alla gestione previdenziale.

 

Le altre misure del decreto Milleproroghe:

Nello stesso decreto decreto “milleproroghe” (D.L. n. 192 del 31 dicembre 2014) sempre per gli imprenditori, un emendamento sulla rateizzazione Equitalia decadute, ovvero, la possibilità per le medie e piccole imprese che hanno perso la rateazione, di presentare nuovamente l'istanza per la concessione di un nuovo piano, fino a un massimo di 72 rate mensili.

Nella relazione illustrativa all'emendamento, all'articolo 6 si legge infatti che «il periodo di scadenza per la concessione viene prorogato per la decadenza dal 22 giugno 2013 al 31 luglio 2015, mentre per la relativa richiesta dal 31 luglio 2014 al 31 luglio 2015». Ciò significa, che se l'emendamento al CdM dovesse essere confermato il prossimo 20 febbraio, i piccoli imprenditori e PMI potrebbero richiedere una nuova rateazione Equitalia per quelle decadute in precedenza, fino ad un massimo 72 rate, ricordando però che il piano decade in caso di mancato pagamento di due rate anche non consecutive.

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