Il decreto ingiuntivo guida pratica e fac simile, cos’è e requisiti

Il decreto ingiuntivo è un provvedimento emesso dal Giudice che consente al creditore di recuperare il credito nei confronti del debitore cos'è e fac simile

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Il decreto ingiuntivo è un provvedimento formale attraverso il quale un giudice del Tribunale competente può emettere su richiesta del creditore, un’ingiunzione di pagamento nei confronti di un’altra persona debitrice.

Vediamo quindi cos’è e come funziona il decreto ingiuntivo, i requisiti di ammissibilità e della prova scritta, chi e quando è possibile emettere un’ingiunzione di pagamento, l’accoglimento o il rifiuto della domanda, come avviene la notifica e successivamente, l’eventuale opposizione al decreto ingiuntivo ed infime il fac simile per scrivere e redigere il decreto ingiuntivo con l’apposita formula, sezione formulari giuridici.

 

Cos’è il decreto ingiuntivo? A cosa serve l’ingiunzione di pagamento?

Il decreto ingiuntivo è un provvedimento mediante il quale il Giudice del tribunale competente, emette un’ingiunzione di pagamento su richiesta del creditore, ossia, di chi è titolare di un credito certo, liquido ed esigibile avallato da prove scritte.

Cos'è il decreto ingiuntivo? E' un procedimento attraverso il quale, il Giudice ingiunge al debitore di adempiere all’obbligazione entro 40 giorni dalla notifica, quindi di pagare una certa somma se deve dei soldi o di consegnare un certo quantitativo di merci se ad esempio a fronte del corrispettivo, non sono stati consegnati i beni acquistati, oppure, di proporre sempre nello stesso termine, opposizione e che, in mancanza, si procederà all’esecuzione forzata. 

Il decreto ingiuntivo è quindi un procedimento giuridico che offre al creditore uno strumento di tutela immediata che gli permette di agire esecutivamente nei confronti del debitore, evitando così inutili lungaggini giudiziarie per veder riconosciuto il suo credito.

Il decreto ingiuntivo, emanato in assenza di contraddittorio fra le parti, è invece un provvedimento che si svolge per lo più a livello documentale, in quanto rappresenta l’esito finale della fase monitoria dell’ingiunzione. In caso di opposizione da parte del debitore, questa fase è seguita dall’apertura di un procedimento ordinario di I° grado, attraverso il quale si dovranno accertare le motivazioni che hanno indotto il debitore a fare opposizione al decreto emesso nei suoi confronti.

 

Decreto ingiuntivo: i requisiti di ammissibilità

La possibilità di proporre un’ingiunzione di pagamento o di consegna di un bene, da parte del creditore è soggetta a determinati requisiti di ammissibilità del decreto ingiuntivo, che riguardano la natura e l’oggetto della pretesa e della prova scritta.

I requisiti per ottenere un decreto ingiuntivo, sono elencati nelle condizioni di ammissibilità nell’articolo 633 c.p.c. che prevede che la domanda decreto ingiuntivo, possa essere effettuata esclusivamente per la tutela di diritti di credito. Tali crediti però devono possedere un determinato oggetto, che può essere una somma di denaro o o la consegna di una certa quantità di beni mobili. Infine, laddove il credito consista in una somma di denaro, dovrà essere accertato il possesso del requisito di liquidità.

Qualora siano presenti tutti i requisiti sopra descritti, il giudice su richiesta del creditore, pronuncia ingiunzione di pagamento della somma o di consegna merce:

  • se c’è prova scritta del credito; 
  • se il credito è relativo ad onorari per prestazioni giudiziali o stragiudiziali, rimborso spese sostenute da avvocati, cancellieri, notai, ufficiali giudiziari ecc;
  • se il credito è relativo ad onorari, diritti o rimborsi a notai o liberi professionisti per cui esiste un tariffario legalmente approvato.

 

Il requisito della prova scritta:

Ai fini di ammissibilità della domanda di decreto ingiuntivo, colui che richiede al giudice il provvedimento di ingiunzione deve dare prova scritta del credito. 

Secondo l’ex articolo 634 c.p.c. sono da ritenersi prove scritte idonee: le polizze e promesse unilaterali per scrittura privata e i telegrammi anche se non possiedono i requisiti richiesti dal codice civile. 

Per la giurisprudenza la prova scritta è qualsiasi documento meritevole di fede quanto di autenticità che provenga dal debitore o da terzi, come ad esempio le fatture commerciali. 

Nel caso di onerari di professionisti, per i quali vige un tariffario, è previsto che alla domanda d’ingiunzione sia allegata la parcella delle prestazioni e delle spese, firmata dal creditore e accompagnata dal parere di conformità dell’ordine professionale a cui appartiene il professionista, fatta eccezione per i casi in cui la misura delle prestazioni e spese, sia determinata in base a specifiche tariffe obbligatorie.

Altri casi di prova scritta, sono anche i titoli di credito come ad esempio l’assegno o la cambiale, per cui validi ad autorizzare il decreto ingiuntivo esecutivo.

 

Domanda decreto ingiuntivo: accoglimento o rigetto

La domanda per ottenere il decreto ingiuntivo si propone con ricorso, rivolgendosi al Giudice di Pace o al Tribunale se la proposta è in via ordinaria.

Affinché la procedura di ingiunzione abbia inizio, deve essere depositato presso la cancelleria il ricorso con allegate le prove documentali comprovanti il credito attraverso il deposito telematico degli atti.  

Ciò significa che l’avvocato del creditore, una volta redatto il ricorso con il nome delle parti, codice fiscale dell’avvocato ed indirizzo PEC, codice fiscale o partita Iva del cliente, deve firmarlo digitalmente. 

Nel caso in cui, la domanda sia una richiesta di immediata esecutività del decreto, l’avvocato del creditore, deve indicare nel ricorso la dicitura “immediatamente esecutivo” dopo le parole “ricorso per decreto ingiuntivo”.

Una volta depositato il ricorso, il Giudice competente valuta la domanda e le prove allegate, e può decidere di sospendere la richiesta in attesa di nuove ed ulteriori prove documentate da parte del creditore, ovvero, di rigettare la domanda con decreto motivato se il ricorrente non risponde all’invito di altre prove senza ritirare il ricorso, oppure, nel caso in cui la domanda sia inammissibile.

Se invece il Giudice valuta l’esistenza delle condizioni ed il possesso dei requisiti prescritti dalla legge, vi è l’accoglimento della domanda e ciò significa che viene emesso il decreto ingiuntivo che obbliga l’altra parte ad adempiere all’obbligazione entro i termini previsti.

 

La notifica del decreto ingiuntivo:

Il decreto ingiuntivo deve essere notificato insieme al ricorso al debitore. E’ il creditore, attraverso il suo avvocato, a provvedere alla notifica del ricorso entro 60 giorni dalla sua emissione, pena l’inefficacia del decreto stesso.

Come avviene al notifica del ricorso? Attraverso la consegna dell’atto di precetto, ossia, una procedura obbligatoria modificata di recente, che prevede che il creditore una volta rivoltosi al Giudice competente per la firma dell’ingiunzione, debba notificare presso il domicilio del debitore l’avviso, come ultima chance per chiudere la lite e farsi pagare o consegnare quanto a lui dovuto.

dalla notifica dell’atto di precetto, il debitore ha 10 giorni di tempo per adempiere all’obbligazione, pena l’esecutorietà del decreto ingiuntivo entro 90 giorni dall’intimazione con l'espropriazione dei beni, attraverso il pignoramento stipendio, pensione conto bancario o postale o dei beni immobili.

 

L’opposizione a decreto ingiuntivo:

Il debitore che riceve un atto di precetto di un decreto ingiuntivo, può proporre opposizione al decreto, attraverso un atto di citazione dinanzi all’ufficio giudiziario a cui appartiene il giudice che emesso e accolto la domanda d’ingiunzione. 

L’opposizione a decreto ingiuntivo, che può essere esercitata dal debitore entro 40 giorni dalla notifica del decreto ingiuntivo, comporta l’apertura di una seconda fase del procedimento, che si svolge secondo le regole del processo ordinario davanti al giudice.

 

Fac simile redazione decreto ingiuntivo:

Ai fini di redazione decreto ingiuntivo, è possibile utilizzare diverse formule a seconda che la domanda sia presentata al Giudice di Pace o al Tribunale competente:

1) Se il credito non supera i 5000 euro, il decreto ingiuntivo può essere presentato al Giudice di Pace da un legale, o direttamente dal cittadino o dall’impresa se il valore del credito non supera i 1.100 euro, utilizzando il seguente fac simile decreto ingiuntivo Giudice di Pace

2) se l’istanza di decreto ingiuntivo è presentata al Tribunale competente, utilizzando il seguente formulario: fac simile decreto ingiuntivo modello tribunale. Tale formulario, va quindi utilizzato nel caso in cui il credito riguardi per esempio i crediti di lavoro, in quanto la domanda deve essere inoltrata al Tribunale Lavoro.

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