Credito d'imposta beni strumentali nuovi? Codice tributo modello f24

Credito d'imposta per l'acquisto di beni strumentali nuovi, cos'è e come funziona il decreto Competitività requisiti beneficiari e nuovo codice tributo F24

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Il Credito d'imposta beni strumentali nuovi, è un'agevolazione prevista dal decreto Competitività per i soggetti con reddito di impresa che consiste in un credito di imposta pari al 15% delle spese effettuate di importo unitario di almeno 10.000 euro per le imprese che investono nell'acquisto di nuovi beni strumentali dal 25 giugno 2014 al 30 giugno 2015. L'Agenzia delle Entrate, a tal proprosito ha provveduto con la risoluzione n.96/E ad istituire il relativo codice tributo F24, al fine di consentrie alle imprese di utilizzare il credito d'imposta.

 

Credito d'imposta beni strumentali nuovi: codice tributo F24

Credito d'imposta beni strumentali nuovi è un beneficio introdotto dall'articolo 18 del decreto legge 24 giugno 2014, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 116. Tale  agevolazione, prevede per i soggetti titolari di impresa di beneficiare di un credito di imposta per gli investimenti beni strumentali effettuati tra il 25 giugno 2014 ed il 30 giugno 2015, un importo unitario almeno pari a euro 10.000, nella misura del 15% delle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media degli investimenti in beni strumentali elencati nella divisione 28 della Tabella Ateco 2007 e realizzati nei 5 periodi di imposta precedenti, e con la possibilità di escludere dal calcolo della media, il periodo in cui l’investimento è stato maggiore. L'agevolazione è compatibile con altri benefici come i voucher digitalizzazione da 10.000 euro.

Per le aziende che intendono effettuare investimenti in beni strumentali nuovi, possono richiedere il bonus super ammortamento 2016.

Le imprese che invece hanno utilizzato il beneficio, possono procedere alla compensazione del credito d'imposta, uitlizzando a partire dal 1° gennaio 2016, il nuovo codice tributo F24: 6856 Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali nuovi – art.  18, D.L. 24 giugno 2014, n. 91). Tale codice, deve essere indicato nella sezione ERARIO del modello F24 in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a credito compensati”, nel campo “anno di riferimento”, invece, va indicato l’anno in cui la spesa è stata sostenuta.

 

Bonus acquisto beni strumentali:

Cos'è e come funziona il credito di imposta per le imprese che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi? Quali sono i meccanismi e i criteri di applicazione del beneficio e quali sono le modalità di fruizione? 

Chi sono i beneficiari e Requisiti: L'agevolazione è riservata ai Soggetti titolari di reddito di impresa che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi compresi nell'elenco della divisione 28 tabella Codice Ateco 2007 da destinare alle aree produttive con sede in Italia. Pertanto, possono accedere al credito di imposta per l'acquisto nuovi beni strumentali le imprese di qualsiasi natura giuridica e dimensione, a prescindere dal settore economico e dal regime contabile adottato l'unica condizione è che i beni strumentali nuovi acquistati con l'investimento siano destinati a strutture produttive in Italia. Possono inoltre beneficiare del credito di imposta anche gli enti non commerciali solo per la parte dell'attività commerciale eventualmente esercitata. 

Per quanto riguarda invece l'inizio dell'attività e la fruizione del credito di imposta, il comma 2 dell'articolo 18 del decreto competitività non prevede alcuna limitazione ma solo modalità diverse per le imprese costituite successivamente all'entrata in vigore del presente decreto, ovvero, dopo il 25 giugno 2014.

Per le imprese industriali, infine, il decreto prevede che i soggetti titolari di attività industriali a rischio di incidenti sul lavoro, per poter accedere al bonus solo dopo aver adempiuto agli obblighi e prescrizioni, controllo dei pericoli di incidenti per l'uso di sostanze pericolose.

 

Beni strumentali agevolabili Divisione 28 Tabella Ateco 2007:

Il credito di imposta 2015 per le imprese che investono nell'acquisto di nuovi beni strumentali è un'agevolazione introdotta dal Decreto Competitività, il quale al comma 1 dell'articolo 18 descrive quali beni strumentali sono da intendersi come agevolabili. 

I beni strumentali agevolabili con il credito di imposta sono quelli presenti nell'elenco beni strumentali divisione 28 Tabella Ateco 2007 pubblicato nella GU n. 296 del 21 dicembre 2007, Fabbricazione  di macchinari ed apparecchiature N.C.A ossia, non classificabili altrimenti, che rientrano nella sezione C chinata Attività manifatturiere. 

Quindi per verificare se un ben strumentale rientra nell'agevolazione bisogna vedere se quel bene si trova all'interno dell'elenco della divisione 28 anche se nella sottocategoria e indipendentemente  dalla denominazione ossia se macchinari, apparecchiature, attrezzature o impianti ecc.

Qualora l'investimento riguardi un bene complesso assumono rilevanza anche i beni destinati al funzionamento anche se non compressi nell'elenco della divisione 28 ad esempio sono agevolabili il computer e i software per far funzionare il macchinario.

Elenco beni strumentali divisione 28 Tabella Ateco 2007.

 

Come funziona il credito d'imposta?

Come funziona il credito di imposta? Il credito di imposta 2015 che spetta alle imprese in base al decreto Competitività è da suddividere  in 3 quote annuali di egual importo da utilizzare esclusivamente in compensazione dei versamenti dovuti tramite modello F24. 

La prima quota di credito di imposta, può quindi essere utilizzata dall'impresa a partire dal 1° gennaio del secondo periodo di imposta successivo a quello in cui è stato effettuato l'investimento per l'acquisto dei beni strumentali nuovi, la seconda quota nel terzo anno successivo e così via. Per cui se il credito di imposta è per beni acquistati dal 1° gennaio 2015 al 30 giugno dello stesso anno, la prima quota è utilizzabile a partire dal 1° gennaio 2017 mentre nel caso in cui per un anno la quota annuale di credito di imposta non venga compensata, questa potrà essere utilizzata nel successivo periodo di imposta, sommandosi a quella in corso. 

Il credito di imposta da indicare nella dichiarazione dei redditi nel quadro RU del modello Unico può essere fruito dall'impresa annualmente senza alcun limite di importo e di compensabilità di crediti di imposta e contributi che per legge è di 700.000 euro a partire dal 1° gennaio 2014, né di preclusione ossia del divieto di compensazione dei crediti relativi alle imposte erariali in presenza di debiti iscritti a ruolo superiori a 1.500 euro. Inoltre il credito di imposta non concorre alla formazione del reddito, della base imponibile IRAP, alla determinazione della quota di interessi passivi deducibile dal reddito di impresa.

 

Requisiti beni agevolabili:

Il requisito principale che deve possedere il bene per essere ricompreso nell'agevolazione è che deve essere un bene strumentale all'attività dell'imprese beneficiaria del credito di imposta ovvero essere un bene durevole e utilizzato come strumento di produzione nel processo produttivo dell'impresa. Quali beni sono esclusi? Non sono beni strumentali agevolabili i beni merce destinati alla vendita, quelli assemblati o trasformati per ottenere prodotti finali per la vendita e i materiali di consumo come ad esempio il torner anche se rientra nella divisione 28 con il codice 28.23.01.

Beni concessi in comodato d'uso a terzi: anche in questo caso i beni sono agevolabili a condizione però che i suddetti siano strumentali all'attività e quindi funzionali alla produzione.

Beni strumentali nuovi: è l'altro requisito fondamentale per accedere al credito di imposta per cui non vi rientrano quelli usati ma quelli esposti in show room si dal momento che tali beni vengono esposti dal rivenditore a scopo dimostrativo funzionale alla vendita per cui rientra nella nozione "novità".

Beni strumentali requisito Italia: il bene per beneficiare del credito d'imposta deve essere destinato a strutture ubicate nel solo territorio italiano. 

Beni in leasing: sono da ritenersi agevolabili i beni acquisiti in leasing e quelli tramite locazione finanziaria con opzione di acquisto finale.

 

Investimento minimo per l'impresa: 10.000 euro

L'investimento minimo che l'impresa deve effettuare per rientrare nel credito di imposta è sancito sempre dal decreto Competitività, il quel sottolinea che il beneficio spetta per i soli investimenti di importo pari o superiore a 10.000 euro. Per cui essendo escluso l'investimento sotto predetta soglia, va verificato in anticipo l'ammontare minimo di ciascun progetto considerando non il singolo bene ma ciascun progetto, il prezzo del beni, gli oneri accessori come le spese di trasporto e montaggio ed eventualmente l'IVA indetraibile, per i beni complessi va considerato anche il costo del bene al lordo degli accessori o componenti ai fini del funzionamento anche se esclusi dall'elenco della divisione 28. 

 

Quanto dura l'agevolazione e come si calcola la media investimenti?

Durata agevolazione: La durata dell'agevolazione è sancita dal comma 1 dell’articolo 18 del decreto competitività che prevede che il credito di imposta è applicabile agli investimenti effettuati a partire dall'entrata in vigore del decreto e quindi dal 25 giugno 2014 fino alla scadenza dell'agevolazione che è fissata al 30 giugno 2015. 

A quanto ammonta il credito di imposta? Il decreto Competitività prevede che il credito di imposta 2015 sia del 15% delle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media degli investimenti in beni strumentali evidenziati nella tabella ATECO 2007 acquisiti negli ultimi 5 anni escludendo dal calcolo medio il periodo in cui l’investimento è stato maggiore.

Come si calcola la media degli investimenti in beni strumentali? Per calcolare la media degli investimenti in beni strumentali che l'impresa ha realizzato negli ultimi 5 anni si fa con la media aritmetica di tutti gli investimenti, escludendo quello maggiore, per cui sommare il valore di tutti gli investimenti, togliendo il valore più alto, e dividere il risultato ottenuto per il numero delle annualità residue, pari a quattro. Per le imprese aperte da meno di 5 anni, il calcolo si fa prendendo in esame i periodi di imposta precedenti a quello successivo alla data di entrata in vigore del decreto.

Esempio di calcolo: per le imprese con più di 5 anni di attività il calcolo della media va fatto prendendo in esame per i nuovi beni acquistati fino al 30 giugno 2015: il quinquennio è dal 2010 al 2014 per le imprese con periodo di imposta che coincide con l'anno solare per quelle dove l'anno non coincide il calcolo è dal 1° giugno 2009 al 31 maggio 2014 se realizzati entro il 2014 mentre per gli investimenti realizzati dal 1° giugno 2015 al 30 giugno 2015, i 5 anni vanno dal 1° giugno 2010 al 31 maggio 2015.

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