Costi Partita Iva: regime minimi agevolata contributi Inps e imposte

I Costi Partita Iva riguardano le voci di spesa dell’attività dalla gestione fatture all’Unico, dal commercialista al versamento dell’imposta sostitutiva

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I Costi della Partita Iva distribuiti in un anno d’imposta X sostenuti da una Impresa Y presente sul mercato nazionale sono costituiti da Costi Fissi e Costi Variabili legati alla Gestione Annuale della Partita Iva.

La misura dei Costi previsti per l’Impresa Y, dipendono pertanto da vari fattori legati soprattutto al regime fiscale al quale l’attività economica risulta iscritta, l’ammontare della produzione e quindi del suo volume d’affari che risulta essere direttamente proporzionale alla contribuzione Inps che ogni titolare di Partita Iva deve obbligatoriamente versare all’Istituto Nazionale Previdenza Sociale, sia per lui che per eventuali dipendenti, alla quota del premio Inail per i titolari obbligati all’autoliquidazione e per i dipendenti ove previsti, i costi previsti per Irap, Irpef, Iva. Riassumendo vediamo in dettaglio i Costi Fissi e i Costi Variabiali della Partita Iva:

 

Quali e quanti sono i costi?

I Costi Fissi e Variabili della Partita Iva che un’impresa deve sostenere ogni anno per la sua Gestione sono:

a) Costi Fissi Annuali per la Partita Iva: che devono sostenere tutte le attività economiche ogni anno in base alle scadenze previste per Legge e riguardano il pagamento di:

  • Costi di Diritto Camerale

  • Costi di Contributi Inps

  • Contributi Inail

  • Commercialista

  • Competenze Bolli

b) Costi Variabili Annuali per la Partita Iva:

che le attività economiche devono versare all’Erario ogni anno e che dipendono dall’Aliquote fissate per Irpef, Irap, Inps, Inail per l’anno di imposta di riferimento, possibilità di accesso alle deduzioni per le voci che formano il reddito d’impresa.

 

Costi fissi annuali: diritto camerale e INPS:

Il Diritto Camerale è un tributo annuale che tutte le società devono versare alla Camera di Commercio per essere iscritte a Registro delle Imprese, per l’anno 2014 le aliquote che le società devono pagare per tale diritto sono le stesse dell’anno 2013, mentre dal prossimo anno, vi è una riduzione dei costi Diritto Camerale del 35%.

I Contributi Inps vanno pagati da tutti i titolari d’impresa e quindi di Partita Iva e vanno versati per tutti i collaboratori dipendenti della stessa società, le Aliquote Inps per l’anno 2015 dipendono dal volume d’affari dell’impresa per il relativo anno d’imposta. La Legge ha stabilito 3 tipi di contributi che il titolare di ogni attività economica con Partita Iva deve versare obbligatoriamente in base al principio del reddito minimo: 

Contributo al di sotto della soglia minimale di reddito: viene utilizzato come base di riferimento per il pagamento dei contributi previdenziali il contributo minimo obbligatorio. Pertanto, in caso di contribuzione annua inferiore al minimale contributivo, i mesi da accreditare sono ridotti in proporzione alla somma versata.

Contributo al di sopra della soglia minimale di reddito: Se il reddito d’impresa supera il reddito minimale devono essere versati anche i contributi eccedenti il minimale, contributi a percentuale.

Contributo Eccedente il Minimale: Tali contributi, devono essere versati alle scadenze previste per il pagamento delle imposte sui redditi (IRPEF), per i redditi superiori i 93.622,00. I versamenti del saldo e del primo acconto dei contributi IVS sul reddito eccedente il minimale possono essere versati differendoli di 30 giorni o rateizzandoli in un massimo di 6 rate (pagando una maggiorazione), rispetto al termine ordinario previsto.

Partita IVA: Contributi Inps aumento La Manovra Monti (D.L. n. 201/2011, art. 24) prevede l’aumento progressivo delle aliquote contributive Inps per gli artigiani, i commercianti ed i coltivatori diretti fino a raggiungere nel 2018 l’aliquota del 24%. L’incremento inizia quindi a partire dal 1° gennaio 2012, con un aumento pari a 1,3%; l’aliquota passerà quindi al 21,3%, e al 22,3% per l’ulteriore fascia di reddito. 

Successivamente, l’incremento percentuale aumenterà fino ad arrivare al 24% prevista per il 2018, con l’eliminazione dell’aliquota ridotta per i collaboratori con meno di 21 anni sia il punto percentuale in più previsto per i redditi superiori ad una certa fascia

Dal 1° gennaio 2012 aumenteranno dell’1% anche le aliquote INPS minimi iscritti alla Gestione Separata previste con l’introduzione del D.L. 138/2011.

 

Contributi Inail:

L’Inail, Istituto Nazionale Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro gestisce una forma assicurativa obbligatori a tutela di tutti i lavoratori addetti ad attività pericolose che potrebbero costituire fonte di possibili infortuni sul lavoro o malattie professionali, causate direttamente dallo svolgimento dell’attività lavorativa, esonerando il datore di lavoro dalla responsabilità civile, fatta eccezione per la responsabilità conseguente ai reati perseguibili d’ufficio o commessi, violando le norme sulla prevenzione infortuni ed igiene del lavoro. 

L’obbligo assicurativo Inail è previsto per tutte le attività definite dalla legge come rischiose, quali:

Le attività svolte mediante l’uso di macchine, apparecchi ed impianti (che possono anche essere apparecchi elettrici ed elettronici come i registratori di cassa, centralini telefonici, computer) 

Altre attività lavorative che, per la loro natura, esprimono un elevato grado di pericolosità anche senza l’uso di macchine, apparecchi ed impianti
All’assicurazione Inail sono obbligatoriamente tenuti sia i titolari di Partita IVa, i datori di lavoro, che i lavoratori dipendenti e parasubordinati occupati nelle attività che la legge individua come rischiose. 

Il datore di lavoro ha l’obbligo di assicurare: 

  • sè stesso

  • i lavoratori dipendenti e parasubordinati

  • il coniuge, figli, parenti ed affini che svolgono attività rischiose 

  • gli associati in partecipazione

  • gli apprendisti (quali sono considerati dalla legge)

Importante: L’assicurazione Inail non è prevista per il titolare unico di un’impresa Non artigiana

La Guida all’Autoliquidazione Inail per i doggetti obbligati è rintracciabile sul sito ufficiale dell’Inail, che spiega in dettaglio come fare la prima autoliquidazione, la misura da pagare pèer il datore di lavoro e per i collaboratori dipendenti la sua impresa, come e quando fare il versamento telematico del tributo. Il procedura d’iscrizione all’Inail avviene nel momento in cui Il datore di lavoro o il titolare di Partita Iva, contestualmente all’inizio dell’attività, comunica all’Inail, mediante la Comunicazione Unica.
Tutti i datori di lavoro, i committenti e gli altri assicurati sono tenuti all’istituzione, alla vidimazione, alla compilazione, alla tenuta e alla conservazione del libro matricola e libro paga, nonché del registro degli infortuni. 

 

Costi annuali per il commercialista

Le spese per il Commercialista può variare molto da città in città, alla densità di popolazione della città in cui si trova l’impresa o il titolare, alla professionalità e all’esperienza del dottore commercialista a cui ci si rivolge, ovviamente, le spese aumenteranno in occasioni di studi consociati o di singole figure, in base al tipo di regime fiscale al quale appartiene il titolare dell’impresa.

Secondo quanto stabilito dal Decreto del 2 settembre 2010, n. 169, approvato dal Ministero della Giustizia è stato redatto un Regolamento recante la disciplina degli onorari, delle indennità e dei criteri di rimborso delle spese per le prestazioni professionali dei dottori commercialisti e degli esperti contabili.

1) Esempio Perizie, valutazioni e pareri da parte del Commercialista: 

  • Per le perizie, per i motivati pareri e per le consulenze tecniche di parte, anche avanti autorità giudiziarie, amministrative, finanziarie, enti, arbitri e periti, gli onorari sono determinati come segue, in base al valore della pratica: Onorario minimo € 774,69

  • Per la valutazione di singoli beni, di diritti, di aziende o rami di azienda, di patrimoni, di partecipazioni sociali non quotate e relazioni di stima previste dalla legge, gli onorari sono determinati le valutazioni di singoli beni e dall’amontare del suo valore: Onorario minimo € 581,01

  • Per la valutazione di aziende, rami di azienda e patrimoni sull`ammontare complessivo delle attività e delle passività, che non siano poste rettificative dell`attivo: Onorario minimo € 1.936,71

2) Esempio Compensi del Commercialista: per la Contabilità della Partita Iva in Regime Ordinario:

  • per ogni rilevazione costituita da un massimo di 4 addebiti o accrediti, sul libro giornale: da € 2,33 a € 4,65

  • per le rilevazioni che comportino più di un addebito ed un accredito, sul libro giornale: da € 1,16 a € 2,72

  • fino a 500 rilevazioni contabili annue: da € 1.394,43 a € 3.098,75

  • da 501 a 2.000 rilevazioni contabili annue: da € 3.098,75 a € 6.972,17

  • oltre le 2.000 rilevazioni contabili annue un aumento sul compenso precedente da € 154,94 a € 271,14 ogni 100 rilevazioni

+ compenso onorario del commercialista  determinato in percentuale sul volume d`affari realizzato nel periodo, calcolato come segue su base annuale:

  • fino a € 232.405,61 tra l`1,5% ed il 2,5%;

  • per oltre € 3.873.426,75 tra lo 0,025% e lo 0,075% 

3) Esempio Compensi del Commercialista: per la Contabilità semplificata, Regime dei Superminimi:

  • Fino a 100 fatture e/o rilevazioni annue sui registri o schede da € 929,63 a € 1.394,43

  • da 101 a 300 fatture e/o rilevazioni annue sui registri o schede da € 1.239,50 a € 2.324,06

  • da 301 a 600 fatture e/o rilevazioni annue sui registri o schede da € 1.859,25 a € 3.098,75

  • oltre le 600 fatture e/o rilevazioni annue sui registri o schede un aumento sul compenso precedente da € 232,41 a € 387,35 ogni 100 fatture e/o rilevazioni

4) Esempio Compensi del Commercialista: per la Contabilità di ogni tipo:
Per la compilazione, su richiesta del cliente, di significative situazioni contabili periodiche, il compenso onorario varia tra € 154,93 e € 464,80 per ciascuna situazione contabile per ogni tipo di contabilità. Per i rendiconti periodici richiesti da imprese controllanti, che comportano la rielaborazione di dati aziendali non fondate soltanto su elementi contabili e l`elaborazione di statistiche aziendali, competono gli onorari da € 200,00 a € 1.000,00.

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Costi Variabili annuali per la Partita Iva: 

I Costi variabili annuali per la tenuta e la Gestione della Partita Iva, variano a seconda del tipo di Regime Contabile Fiscale al quale il titolare di Partita Iva e l’impresa sono inserite al momento dell’iscrizione al Registro dell’Imprese e quindi alla Camera del Commercio, al Codice Ateco a loro assegnato in base alla tipologia dell’impresa se Artigiana, Commerciante, Professionisti etc. che determinano l’applicazione di diverse Aliquote: Irap, Irpef, Inps, Iva, Inail.

Regime dei minimi: sono calcolati su un’imposta sostitutiva al 5% per redditi inferiori ai 30.000 euro annui.

Nuovo Regime forfettario: calcolati sull'imposta sostituiva del 15% e sui coefficienti di redditività.

Partita Iva Regime Ordinario: per il quale il reddito dell`attività economica è calcolato come definito dalla Legge, dalla differenza tra Costi e Ricavi (saldo del conto economico). Il reddito imponibile è calcolato, in applicazione dei criteri fiscali, partendo dal conto economico: Reddito attività economica + costi fiscalmente indeducibili - ricavi non imponibili - costi non dedotti (nei limiti fiscalmente ammessi) e  tenuta dei registri contabili

Regime Residuale, per gli appartenenti all’ex regime dei minimi: con tassazione ordinaria senza registri contabili, esenzione Irap è stato abrogato dal 1 gennaio 2015.

Regime delle Nuove Iniziative Produttive: valido per 3 anni con tassazione forfettaria al 10% abrogato dal 1 gennaio 2015.

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Commenti 2

luigi

1 ottobre 2012 18:31

SALVE; IN RIFERIMENTO AL REGIME DEI MINIMI, L'ALIQUOTA DEL 5% VA APPLICATA AD UN REDDITO ANNUO ANCHE AL DI SOPRA DELLA SOGLIA MINIMA DEI 14.900 CIRCA; VI FACCIO UN ESEMPIO: HO 33 ANNI E QUINDI PER UN MINIMO DI 5 ANNI (QUINDI FINO A 38 ANNI), USUFRUISCO DELLE AGEVOLAZIONI FISCALI DEI REGIMI MINIMI; MA SE IN UN ANNO IL MIO REDDITO LORDO E' DI 30.000 EURO E PER OGNI TRIMESTRE DEVO VERSARE 1000 EURO DI IVA (DIFFERENZA TRA VENDITA E ACQUISTI); QUESTO FAMOSO 5% A COSA VIENE RIFERITO E SU QUALI IMPORTI VIENE CALCOLATO, E SE TUTTO CIO' E' MENSILE O ANNUALE O TRIMESTRALE (VISTO CHE ANCHE I CONTRIBUTI PREVIDENZIALI SI PAGANO OGNI TRE MESI); GRAZIE PER LA COLLABORAZIONE E SPIEGATEMI CON UN ESEMPIO PRATICO, A PRESTO...

vincenzo

10 dicembre 2014 09:09

Caspita! Complimenti.