A chi spetta la disoccupazione 2017? Chi ha diritto alla Naspi Inps

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Chi ha diritto alla disoccupazione nel 2017? I lavoratori a cui spetta l’indennità di disoccupazione Naspi 2017 Inps, sono coloro che perdono involontariamente il posto di lavoro di tipo subordinato e possono vantare il possesso dei requisiti richiesti dalla legge.

Vediamo quindi nello specifico chi ha diritto alla disoccupazione, a chi spetta la Naspi nel 2017, quali sono gli adempimenti e i requisiti contributivi e lavorativi che il lavoratore licenziato deve avere per vedersi riconosiuta l'indennità INPS?

 

A chi spetta la disoccupazione?

A chi spetta la disoccupazione? Chi ha diritto alla disoccupazione 2017, sono i lavoratori con rapporto di lavoro subordinato, licenziati involontariamente, ivi compresi:

  • Apprendisti;
  • Soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato;
  • Personale artistico sempre se a contratto subordinato;
  • Dipendenti a tempo determinato della Pubblica Amministrazione.

Ricordiamo inoltre che per gli eventi di licenziamento che si verificano a partire dal 1° gennaio 2017, la NASPI sostituisce l’indennità di mobilità riconosciuta fino a fine 2016, ai lavoratori di aziende con più di 15 dipendenti. Tale sostituzione, è stata prevista dalla Legge Fornero con la riforma degli Ammortizzatori avvenuta nel 2012.

 

Chi ha diritto alla disoccupazione Naspi 2017? Maternità giusta causa e risoluzione consensuale:

Chi ha diritto alla disoccupazione Naspi 2017? Oltre alle categorie sopra elencate, hanno diritto alla disoccupazione Naspi anche i lavoratori nelle seguenti condizioni:

Dimissioni durante la maternità: la legge italiana e l’INPS, tutelano le lavoratrici in gravidanza, e assicurano loro l’indennità di disoccupazione, da 300 giorni prima della data presunta del parto fino al compimento del primo anno di vita del figlio , in caso di dimissioni per giusta causa.

Risoluzione consensuale: ai lavoratori è riconosciuta l’indennità di disoccupazione se la risoluzione  del contratto subordinato avviene per i seguenti motivi:

  • se la risoluzione avviene all’interno di di una procedura conciliativa presso la Direzione Territoriale del Lavoro, 
  • se il lavoratore accetta l’offerta di licenziamento proposta dal datore di lavoro entro i termini di impugnazione stragiudiziale del licenziamento, ovvero, entro 60 giorni dalla comunicazione scritta del licenziamento.
  • se la risoluzione, è conseguenza del rifiuto da parte del lavoratore a trasferirsi in un’altra sede dell’azienda che dista oltre 50 km dalla residenza del lavoratore e/o questa è raggiungibile in  più di 80 minuti con i mezzi pubblici.

Dimissioni per giusta causa: il lavoratore ha diritto alla disoccupazione anche quando si verificano le seguenti cause:

  • mancato pagamento dello stipendio;
  • molestie sul posto di lavoro;
  • demansionamento;
  • mobbing;
  • a seguito di variazioni nelle condizioni di lavoro dopo la cessione dell'aziendaspostamento senza ragioni da una sede all’altra della stessa azienda;comportamento ingiurioso e vessatorio da parte di un superiore.

I lavoratori che presentano la domanda di disoccupazione a seguito dimissioni per giusta causa, è richiesto anche di allegare una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà attestante la sua volontà a “difendersi in giudizio" nei confronti di un comportamento illecito del datore di lavoro, presentare o fare diffide, esposti, denunce, citazioni, ricorsi d'urgenza o di qualsiasi altro documento comprovante l’abuso, informare l’INPS sull’esito della controversia giudiziale o extragiudiziale. 

Se le dimissioni per giusta causa, sono dovute dall’omesso pagamento della retribuzione da parte del datore di lavoro, alla domanda di disoccupazione, non va più allegata la dichiarazione attestante la volontà di "difendersi in giudizio". 

Se l'esito della controversia però, non riconosce la giusta causa, l’INPS è autorizzata a chiedere indietro l’indennità versata al lavoratore, così come già avviene nei casi di licenziamento illegittimo, quando iper ordine del tribunale, il lavoratore viene reintegrato nel suo posto di lavoro.

 

A chi non spetta la disoccupazione 2017?

Il sussidio universale di disoccupazione Naspi 2017 non spetta a:

  • Dipendenti a tempo indeterminato della PA;
  • Operai agricoli sia a tempo indeterminato che determinato;
  • Lavoratori extracomunitari con premesso di soggiorno per lavori stagionali;
  • Lavoratori titolari di pensione.

Altresì, non hanno diritto all’indennità di disoccupazione, coloro che hanno cessato il contratto subordinato a seguito di dimissioni volontarie o risoluzione consensuale, fatta eccezione per alcuni casi particolari.

 

Quando spetta la disoccupazione? Requisiti Naspi Inps 2017:

La disoccupazione Naspi nel 2017 spetta ai lavoratori licenziati involontariamente, in possesso di determinati requisiti.

I requisiti Naspi Inps 2017 sono:

Stato di disoccupazione involontario: in attesa che entri in funzione il nuovo Portale Unico Registrazione Disoccupati, sono considerati disoccupati, coloro che essendo privi di lavoro, dichiarano al centro per l’Impiego, la propria immediata disponibilità al lavoro e a svolgere politiche attive nella ricerca di una nuova occupazione, a seguire corsi di qualificazione e riqualificazione professionale, fare colloqui etc.

Il rilascio della DID, è automatico nel momento in cui si presenta la domanda di disoccupazione Naspi all’INPS, nei successivi 15 giorni, il lavoratore deve poi, presentarsi presso il CPI, centro per l’impiego, al fine di stipulare il patto di servizio personalizzato, attraverso il quale, acquisisce lo stato di disoccupazione, l’indennità Naspi e l’accesso alle politiche attive.

Requisito contributivo: il lavoratore ha diritto alla disoccupazione se può vantare almeno 13 contributi versati negli ultimi 4 anni prima della data di licenziamento.

I contributi validi per la Naspi nel 2017 sono:

  • Contributi previdenziali contenenti la quota DS, ASPI e NASPI
  • Contributi figurativi riconosciuti per la maternità obbligatoria e congedo parentale;
  • Periodi di lavoro all'estero in paesi comunitari o convenzionati, purché in questi paesi sia prevista la totalizzazione dei contributi sulla base delle convenzioni bilaterali in materia di sicurezza sociale firmate tra l’Italie ed il paese estero.
  • Periodi di astensione dal lavoro per malattia dei figli fino agli 8 anni di età, per un massimo di 5 giorni lavorativi nell'anno solare.
  • I contributi che non valgono per il diritto alla Naspi sono:
  • contributi figurativi accreditati durante periodi di malattia ed infortunio sul lavoro;
  • Contributi riconosciuti durante la CIGS e CIGO a zero ore;
  • Contributi durante i contratti di solidarietà;
  • Contributi riconosciuti nei periodi di assenza per permessi e congedi per assistere il soggetto disabile grave.
  • Contributi versati durante l’aspettativa non retribuita  se relative a funziona pubbliche elettive o cariche sindacali;
  • Periodi di lavoro all’estero in paesi co cui l’Italia non ha stipulato convenzioni.

Requisito lavorativo: per avere diritto alla disoccupazione Naspi nel 2017, il lavoratore deve aver effettuato almeno 30 giornate di lavoro effettivo nel corso degli ultimi 12 mesi prima della data di licenziamento. 

  • Per i collaboratori domestici, colf, badanti e baby sitter: il calcolo delle giornate di lavoro è descritto in dettaglio in questo nostro articolo di approfondimento: NASPI Colf.
  • Per i lavoratori agricoli: nel caos in cui il n° delle giornate non risulti dagli archivi on siano state aggiornate, fa fede al busta paga;
  • Per i lavoratori porta a porta o che hanno contributi esteri: per ottenere la disoccupazione sono necessarie 5 settimane di contributi versati nel corso degli ultimi 12 mesi.

Secondo quanto specificato dall'INPS, per avere diritto alla NASPI nel 2017, il requisito lavorativo delle 30 giornate di lavoro, può essere perfezionato e quindi ampliato, qualora si verificano o si siano verificati nel corso dei 12 mesi prima della disoccupazione, i seguenti eventi:

  • Malattia e infortunio sul lavoro;
  • CIGS e CIGO a zero ore;
  • Contratti si solidarietà a zero ore;
  • Congedi e permessi per assistere dil disabile grave;
  • Congedo parentale;
  • Periodi durante i quali il lavoratore percepisce l’indennità di disponibilità o è inserito, nelle procedure di riqualificazione, qualora abbia un contratto di somministrazione a tempo indeterminato;
  • Aspettava non retribuita per motivi sindacali e politici;
  • Lavoro all’estero in paesi con cui l’Italia non ha formato convezioni per la disoccupazione.
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