Brexit cosa cambia? IVA Intrastat cessioni di beni e prestazioni UK UE

Brexit cosa cambia? Come funziona per l'IVA Intrastat cessioni/vendite di beni e servizi prestazioni Moss dopo uscita Gran Bretagna dall'UE nuovi obblighi

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Brexit cosa cambia per l'IVA, Intrastat cessioni e vendite di beni e prestazioni? Con la Brexit, il Regno Unito è pronto a lasciare l'Unione europea, ma ciò comporterà nei prossimi due anni, una serie di importanti ripercussioni sia per i 27 paesi facenti parte ancora dell’Unione sia per le imprese e professionisti che hanno istaurato o instaureranno collaborazioni commerciali con la GB.

Come si può immaginare, il sistema ERP, Enterprise resource planning che significa letteralmente "pianificazione delle risorse d'impresa”, intesa come sistema di gestione ed integrazione di tutti i processi di business rilevanti di un'azienda, vendite, acquisti, gestione magazzino, contabilità etc, richiede necessariamente alcune modifiche.

Tali modifiche però, non dovranno essere istantanee ma potranno avvenire nel corso degli anni, in quanto l’iter di uscita di un paese dall'UE è molto simile a quando è un paese di entrare nella UE, per cui non ci vorranno giorni o mesi, ma almeno 2 anni e più.

 

Brexit come cambia il fisco internazionale?

In primis va detto che uno dei primi effetti Brexit, sarà quello togliere i diritti riservati ai membri UE al Regno Unito, e da quel momento il paese, sarà considerato come non UE  con la conseguente cessazione di tutti i trattati attuali.

A quel punto l’UK, dovrà procedere a sottoscrivere nuovi trattati formali con gli altri paesi e l’Europa, e a quel punto sarà inevitabile fare i conti con la questione delle imposte. 

Si, perché con l’indipendenza del Regno Unito, decisa dal popolo con il referendum Brexit del 23 giugno 2016, il paese non è più legato ai principi dell'UE ed ha qindi la possibilità di cambiare i processi fiscali ed il fisco internazionale come meglio crede.

Ogni ditta, società, impresa o professionista del Regno Unito nell'UE, dovrà conformarsi alle norme comunitarie applicabili alle società non UE, e le imprese europee che commerciano nel Regno Unito dovranno soddisfare le nuove regole del regime britannico. 

Ciò significa niente più cessioni intracomunitarie da e per il Regno Unito, in quanto le cessioni/vendite saranno considerate tutte esportazioni ed importazioni.

Ma c'è di più, perché l'operatore britannico che vorrà continuare a collaborare commercialmente con l'UE, sarà obbligato a nominare dei rappresentanti fiscali in uno dei paesi dell'UE, impattando anche sulle licenze e potenziali registrazioni IVA supplementari.

 

Brexit cosa cambia per l’IVA: aumento e nuove aliquote?

Brexit e IVA cosa cambia? Da un punto di vista più positivo che pessimista, il Brexit potrebbe portare una Gran Bretagna indipendente e più flessibile anche dal punto fiscale.

Fino ad oggi, infatti, le aliquote IVA dovevano essere fissate tra il 15% al 25%, ora con la Brexit, il governo UK avrà più spazio di manovra e potrà decidere se fissare nuove aliquote IVA, estendere il campo di applicazione dell'esenzione IVA e decidere che tipo di aliquota applicare a determinati prodotti o servizi.

Ciò potrebbe determinare o un aumento dell’IVA sui prodotti domestici quali ad esempio sui cibi cd. “sani”, oggetti di lusso come bevande gassate, cioccolato e alcool,sigarette, e allo stesso tempo, portare una riduzione o esenzione IVA su tanti altri importanti beni e servizi che godono già oggi, di una piccola riduzione di aliquota.

 

Brexit cosa cambia per le cessioni/acquisto di beni e prestazioni UK UE:

Brexit cosa cambia per le vendite e acquisti da e verso UK - UE? Fino ad oggi, le cessioni e gli acquisiti di beni e servizi tra il Regno Unito e gli altri paesi dell’Unione Europea, sono state OPERAZIONI INTRACOMUNITARIE con l'obbligo di versare l'IVA sui beni inviati e ricevuti, al fine di consentire la libera circolazione delle merci. 

Ora, con l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, la Brexit decreta la fine dell’obbligo di presentare gli elenchi Intrastat, e le cessioni e gli acquisti, devono essere trattati rispettivamente esportazioni ed importazioni, soggette quindi a dazi IVA e a dazi doganali da versare, per far entrare o uscire i beni tra i paesi dell'UE ed il Regno Unito.

Ciò potrebbe significare un aumento dei costi di importazione ed esportazione dei beni e tempi più lunghi per il rimborso IVA assolta sull’acquisto da parte dell’operatore britannico circa 6-8 mesi rispetto ai 4 richiesti per i soggetti residenti.

Prestazioni di servizio UK UE: Nulla invece cambierebbe per le prestazioni di servizio rispetto ad oggi, in quanto le prestazioni rese nei confronti di un operatore non residente determinano l’emissione di una fattura fuori campo IVA, in quanto l’operazione è tassata al committente. 

Allo stesso modo le prestazioni ricevute dall’operatore italiano assoggettate in Italia al cd. reverse charge, per cui l’univo effetto, sarà quello di considerare l’operatore britannico come un soggetto residente di uno altro Stato non residente, senza più obbligo di compilare ed inviare l’Intrastat.

 

UK obbligo di nomina di un rappresentante fiscale in uno Stato membro:

A causa del Brexit, il Regno Unito non è più parte dell’Unione doganale dell'UE, per cui sarà obbligato a nominare un rappresentante fiscale in uno Stato membro, se vorrà continuare a realizzare operazioni di e-commerce diretto e in tutti casi soggetti al MOSS, Mini One Stop Shop, ossia, il regime IVA che facilita la riscossione dell'imposta da parte degli operatori esteri UE che forniscono servizi tramite mezzi elettronici.

Ne breve periodo, stando a quanto previsto dal Piano d’azione 2016 dalla Commissione europea, gli obblighi Moss, saranno estesi anche all’e-commerce indiretto, ossia, alle cessioni di beni materiali e poi alle installazioni, montaggio assemblaggio di un bene presso il cessionario residente di uno degli Stati membri e poi alle cessioni di beni transfrontaliere.

 

Brexit Imprese UK UE: come funziona per IVA, fiscalità internazionale e flussi di cassa?

Brexit, cosa cambia per i flussi di cassa?

Con l’uscita della Gran Bretagna dall’UE, l’IVA sulle importazioni, potrebbe essere dovuta sulle molte merci dei fornitori UE, prima dell’uso o prima di proseguire le vendita delle merci nel Regno Unito.Questo potrebbe creare problemi di flusso di cassa, un aumento dei costi di liquidazione e la possibilità di ritardi di transito. A tale riguardo, nuove proposte da parte dell’HMRC potrebbe salvare i salvabile, prevedendo un regime simile a quello attuale stato di “operatore economico autorizzato” per contribuire a facilitare gli scambi transfrontalieri con l'UE.

Conti corrente Imprese: oggi molte imprese hanno diversi modi per poter liquidare l’IVA utilizzando conti ad hoc, con la Brexit, domani avranno probabilmete bisogno di aprire un nuovo conto, sul quale sarebbe richiesto presumibilmente anche una cauzione.

Come funziona la nuova Fiscalità internazionale? Con la Brexit, ci potrebbe essere delle modifiche circa gli adempimenti di registrazione dei rendimenti delle vendite e degli acquisti da parte dell'UE. Listini di vendita CE e Intrastat non saranno più necessari, ma potrebbero essere sostituiti con un nuovo sistema commerciale e da un novo regime di monitoraggio IVA Le imprese del Regno Unito che forniscono oggi, servizi elettronici a clienti privati UE potrebbe doversi registrare per l'IVA in altri paesi dell'UE, a meno che il MOSS, non venga mantenuto. Ciò potrebbe causare un aumento dei costi amministrativi per il business.

Come cambia il Diritto tributario? Attualmente la normativa IVA del Regno Unito è perfettamente allineata alle direttive IVA EU. Per cui le imprese del Regno Unito possono utilizzare il diritto dell'UE e contare sulle decisioni di casi giudiziari europea. Con la Brexit, il Regno Unito non può, ovviamente, più contare su questo diritto e ciò potrebbe ad esempio la doppia imposizione o nessuna tassazione sulle transazioni transfrontaliere,

Aliquote IVA UK: le aliquote IVA nel regno Unito fino adesso sono state soggette all’UE, per cui fissate obbligatoriamente in un range tra il 15% ed il 25%.  L’esenzione IVA o la riduzione aliquota IVA che vige oggi per alcuni beni e servizi potrebbe quindi cambiare con un ampliamento dei prodotti con IVA esente, attualmente negata dalla UE e un aumento dell’aliquota su altri prodotti.

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