Bonus avvocati 2016 a chi spetta contributo 250 euro come richiederlo?

Bonus avvocati 2016 cos'è come funziona contributo di 250 euro che spetta ai cittadini che ricorrono alla negoziazione assistita o arbitrato? Domanda

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Bonus avvocati 2016? Si, è il contributo che spetta ai cittadini che evitano ricorrono alla negoziazione assistita o arbitrato, evitando la causa in tribunale. A tale proposito, l’Agenzia delle Entrate, ha provveduto con la risoluzione 40/E del 20 maggio scorso, ad istituire l’apposito codice tributo per il credito d’imposta riconosciuto sui compensi pagati all’avvocato o all’arbitro nei procedimenti di negoziazione assistita.

Vediamo quindi cos’è e come funziona il bonus avvocati 2016? Quando spetta? Quant’è l’importo riconosciuto?

 

Bonus avvocati 2016 cos’è e quando spetta?

Il bonus avvocati è un contributo economico, riconosciuto sotto forma di credito d’imposta, che spetta ai cittadini che ricorrono alla negoziazione assistita o all’arbitrato, al fine di evitare la causa in tribunale.

Tale Bonus avvocati 2016, introdotto dal Dl 83/2015, è stato reso strutturale dalla legge di Stabilità 2016, e ciò significa che verrà riconosciuto alle parti, a decorrere dal 1° gennaio 2016 e per gli anni successivi.

Quando spetta il bonus avvocati? Il bonus 250 euro sulle spese di patrocinio, spetta in caso di esito positivo della negoziazione o di conclusione dell’arbitrato con lodo

Ma cos’è la negoziazione assistita?  E’ un accordo tra le parti in liti che al fine di evitare una causa in tribunale si mettono d’accordo in via amichevole tramite l’assistenza di avvocati iscritti all’albo, facenti parte dell’avvocatura per le PA. Tale accordo, chiamato tecnicamente “convenzione di negoziazione” va sottoscritto dalle parti per mezzo degli avvocati, ed ha carattere esecutivo.

Nello specifico, il procedimento in un primo momento consiste nell’invio da parte di uno dei litiganti, di un invito a risolvere la lite in via amichevole attraverso la negoziazione assistita, al fine di evitare la causa in tribunale.

Così l’avvocato procede ad inviare alla controparte un invito a stipulare la convezione di negoziazione, contenente l’oggetto della controversia e che l’eventuale rifiuto o la mancata risposta entro 30 giorni all’invito, costituisca motivo di valutazione da parte del giudice ai fini si spese di giudizio, condanna al risarcimento e di esecuzione provvisoria. Altro effetto dell’invito, è di interrompere i termini della prescrizione e la sua decadenza; quest’ultima però, può essere immediata una sola volta. 

Se la controparte, al fine di evitare la causa, accetta il riscorso alla negoziazione assistita, questa può dare esito posto o negativo. In caso positivo, le parti arrivano ad un accordo amichevole per risolvere la lite che viene sottoscritto dalle parti e dai rispettivi avvocati, in caso negativo, gli avvocati provvedono a redigere una dichiarazione di mancato accordo, e la lite procede in tribunale.

Arbitrato cos’è? E’ una procedura atta a concludere la controversia tra le parti, attraverso l’intervento di un esperto, l’arbitro, a cui viene affidato il compito di giudicare la lite civile o commerciale, internazionale o domestica. Tale procedimento di arbitrato, è quindi alternativo alla causa giudiziaria. Esso consiste nella possibilità, per le parti, di scegliere i soggetti chiamati a giudicare, tecnici ed esperti in materia della lite, al fine di risolverla in via amichevole. Affinché si possa ricorrere all’arbitrato, occorre che le parti, abbiano previsto tale possibilità nel contratto o nello statuto sociale, mediante una apposita clausola arbitrale o che a controversia avvenuta, vi sia la sottoscrizione di un apposito accordo chiamato “compromesso arbitrale”. 

In altre parole, l’arbitrato è una procedura stragiudiziale, nella quale non serve un giudice per risolvere una controversia civile e commerciale, ma solo uno o più soggetti, chiamati arbitrato, che fungono appunto da arbitro nella lite. Il numero di tali arbitri, deve essere sempre dispari 1-3, di cui 2 nominati da ciascuna delle parti ed il terzo scelto da parte di una persona al di sopra delle parti ad esempio il Presidente della Camera di arbitrato e Conciliazione, in questo modo si è certi di raggiungere una definizione della controversia.

Alla fine del procedimento, gli Arbitratori mettono al corrente le parti circa la loro decisione, chiamata nello specifico, lodo arbitrale, che ha valenza giuridica al pari di una sentenza, che può diventare esecutiva o venire impugnata dalle parti per nullità, revoca od opposizione.

 

Bonus avvocati 2016 a chi spetta il contributo da 250 euro?

Bonus avvocati 2016 a chi spetta? Il contributo economico pari a 250 euro, erogato sotto forma di credito di imposta spetta ai cittadini che ricorrono alla negoziazione assistita o all’arbitrato per risolvere la controversia, senza andare in tribunale. 

Quanto spetta di bonus? Il credito d’imposta che spetta su compensi da pagare ad un legale, avvocato o ad un arbitro, è pari a 250 euro.

Bonus avvocati come funziona? Il bonus spetta ad entrambe le parti, solo in caso di successo, ossia, solo se viene raggiunto l’accordo, che nella negoziazione assistita si ha attraverso la sottoscrizione della convenzione di negoziazione, o ottenuto il lodo, nell’arbitrato. 

Per richiederlo, è sufficiente presentare la domanda per via telematica, utilizzando l’apposito form, messo a disposizione dei cittadini dal sito del Ministero della Giustizia, ed allegando alla domanda una serie di documenti obbligatori. 

Una volta riconosciuto lo sgravio, il contribuente, al fine di utilizzare il contributo di 250 euro, deve indicare il credito d’imposta in sede di dichiarazione dei redditi presentando il 730 o Unico, e può utilizzarlo anche in compensazione, per pagare altri tributi.

 

Bonus negoziazione e arbitrato 2016: come richiederlo? Documenti:

Il cittadino - contribuente, al fine di ottenere il riconoscimento del bonus avvocato o arbitro 2016, deve inviare la richiesta, debitamente compilata e corredata da tutta la relativa documentazione obbligatoria, per via telematica.

A tal fine, il Ministero della Giustizia ha provveduto a rendere disponibile sul suo sito istituzionale Giustizia.it, in un’area dedicata al bonus avvocati e arbitro, chiamata Incentivi fiscali alle misure di degiurisdizionalizzazione, da dove è possibile compilare l’apposito modulo domanda bonus negoziazione e arbitrato, ed allegare i documenti richiesti, per fruire dell’incentivo fiscale.

La documentazione richiesta è la seguente:

  • Per la negoziazione assistita: occorre allegare la copia della convenzione di negoziazione e la prova dell’avvenuta trasmissione dell’accordo al Consiglio dell’Ordine degli avvocati,
  • Per l’arbitrio: si deve allegare la copia del lodo arbitrale che ha concluso il procedimento, e del provvedimento giudiziale di trasmissione del fascicolo, sotto forma di copia per immagine dell’originale o di copia autentica.
  • Sia in caso di negoziazione che di arbitrato
    • copia della fattura rilasciata dall’avvocato o dall’arbitro; 
    • copia della quietanza: bonifico, assegno o di altro documento attestante l’effettivo compenso pagato
    • copia del documento di identità di richiede il bonus.

Una volta trasmessa la domanda online, sarà compito del Ministero della Giustizia comunicare al richiedente, l’importo cui si ha diritto.

 

Bonus avvocati Codice tributo F24 e dichiarazione dei redditi:

Il cittadino persona fisica o il titolare di Partita IVA, per utilizzare il bonus avvocati o arbitrati, ossia, il credito d’imposta pari a 250 euro che spetta sulle spese di patrocinio, deve:

1) Indicare il bonus avvocati in dichiarazione dei redditi: il contribuente per utilizzare il contributo di 250 euro, deve procedere alla dichiarazione dei redditi compilando il 730 o Unico.

In questo modo può, pertanto, utilizzare il bonus per diminuire le imposte sui redditi se persona fisica, non titolare di redditi di impresa o di lavoro autonomo. In compensazione, per pagare altri tributi, se è titolare di partita IVA. 

2) Se titolare di Partita IVA: il bonus è quindi utilizzabile solo in compensazione, compilando il modello Unico e presentando il modello F24 tramite i servizi Entrate e Fisconline. In sede di compilazione dell'F24, va indicato il nuovo codice tributo istituito dall'Agenzia delle Entrate risoluzione 40/E del 20 maggio 2016.

Bonus avvocati 2016 codice tributo F24: il contribeunte per utilizzare il credito deve utilizzare il codice tributo istituito dall'Agenzia che è il seguente: Bonus avvocati 2016 codice tributo F24 6866 per il credito d’imposta riconosciuto sui compensi corrisposti agli avvocati e agli arbitri nei procedimenti di negoziazione assistita, va indicato nella sezione Erario, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna "importi a credito compensati", oppure,  nel caso di riversamento dell’agevolazione, nella colonna "importi a debito versati.

3) Se persona fisica: il bonus avvocati o arbitrati va indicato nel modello 730 o Unico, e può essere utilizzato sia per ridurre le imposte sul reddito che in compensazione per pagare altri tributi. In quest'ultimo caso, valgono le stesse indicazioni per chi ha un reddito d'impresa o di lavoro autonomo.

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