Bollo conto corrente 2017 su conto deposito buoni fruttiferi

Bollo conto corrente 2017 depositi e titoli imposta per privati e aziende, esenzione sotto 5000 euro, calcolo imposta e costo, quando e su cosa si applica

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Imposta di bollo sul conto corrente 2017 e conto deposito buoni fruttiferi è un’imposta annuale introdotta con il Decreto Salva Italia e dovuta sulle giacenze superiori a 5000 euro depositate su conti postali e bancari, in misura pari a 34,20 euro per le persone fisiche e 100 euro all’anno per le aziende su estratti conto, rendiconti dei libretti di risparmio nonché sui prodotti finanziari come i buoni fruttiferi sempre sopra la soglia dei 5 mila euro. 

Riguarda il bollo sul conto deposito, invece, per le persone fisiche l'importo annuale della tassa è passato dall'1,5 al 2 per mille della somma investita mentre per le persone giuridiche il tetto massimo è di 14.000 euro.

  

Bollo conto corrente 2017:

Il bollo conto corrente 2017 per le persone fisiche è pari a 34,20 €. Tale importo, viene prelevato direttamente dalla Banca o dalla Posta trimestralmente, quindi 8,55 euro ogni 3 mesi, o mensilmente a 2,85 euro al mese, non sono stati previsti degli aumenti con la Legge di Stabilità 2016, pertanto non subisce variazioni sia nell'importo che nella aplicazione di imposta e di esenzione.

Introdotto dal Decreto Monti, il bollo conto corrente, si applica sugli estratti conto e sui rendiconti dei libretti di risparmio nonché sui prodotti finanziari ed è a tal proposito, che l’Agenzia delle Entrate con la Circolare 15/E chiarimenti imposta bollo conto corrente è intervenuta a chiarire alcuni quesiti posti dalie associazioni di categoria del settore bancario in merito all’applicazione imposte, all’ambito oggettivo e soggettivo e al versamento del bollo.

Il bollo conto corrente aziende e imprese, associazioni e professionisti, si applica sulle giacenze superiori a 5000 euro l’anno, comporta il pagamento di 100 euro annui. Tale imposta, viene applicata trimestralmente con 33,33 euro ogni 3 mesi o 8,3 euro mensili.

 

Bollo sul conto corrente 2017 su cosa si paga?

Il bollo sul conto corrente 2017 su cosa si paga? Il bollo da 34,20€ persone fisiche e 100 euro aziende, come chiarisce l’Agenzia delle Entrate si applica su:

  • Estratti Conto Correnti;

  • Rendiconti dei Libretti di Risparmio;

  • Comunicazione Periodiche Prodotti Finanziari: che si applica in modo proporzionale dell’1,5% annuo.

Il bollo si applica anche sui rapporti tra gli enti gestori e le fondazioni bancarie mentre sono esclusi dal bollo, i rapporti intercorsi tra gli enti gestori e i Confidi, organismi senza scopo di lucro a carattere associativo, ovvero, imprese medie e piccole che decidono di unirsi in un unico organismo al fine di agevolare e semplificare le procedure di accesso al credito finanziario, in quanto i confidi non rientrano nella nozione di "clienti" contenuta nel provvedimento 9 febbraio 2011 della Banca d’Italia.

Pertanto, i Confidi sono esclusi dal bollo di 34,20 euro ma non dall’applicazione di quella ordinaria, che grava ad esempio su assegni, contratti e ricevute bancarie. Allo stesso modo dei Confidi, anche l’Amministrazione Pubblica, non rientrando nella nozione di cliente, è esente dall’applicazione imposte come anche i prodotti finanziari emessi da società industriali, fatta eccezione di alcuni casi particolari, perché non riconducibili alla nozione di enti gestori come definiti dal D.M. 24 maggio 2012.

 

Bollo conti correnti costi:

Il bollo conti correnti sugli estratti di conto corrente bancari e postali, è stabilito dall’articolo 13, comma 2–bis, della Tariffa, parte I, allegata al D.P.R. n. 642 del 1972, e prevede ogni anno, l’applicazione fissa di 34,20 euro per le persone fisiche ed euro 100,00 per i titolari di partita Iva, imprese, società ecc.

Il principio su cui si basa, pertanto, l’applicazione del bollo conti correnti è sulla funzione di cassa che conti correnti, depositi o prodotti finanziari possono avere come provvista per il cliente, in altre parole la possibilità di prelevare denaro dal conto corrente.

 

Quando si applica l'imposta?

Il Bollo Conto Corrente si applica soglia limite di giacenza media di 5.000 euro. Pertanto, il prelievo del bollo da parte della Banca o della Posta può essere effettuato solo se il conto corrente della persona fisica o dell’impresa ha un saldo medio non sotto ai 5 mila euro.

Bollo Conto Corrente 2017 si applica quando le giacenze depositate sul conto superano il limite massimo di soglia pari a 5.000 si effettua non su base annua, ovvero, sui 12 mesi dell’anno ma su ogni trimestre.

Ciò significa che, se sul costo nei primi 6 mesi vengono depositati ad esempio 3000 euro e nei mesi successivi 5500 euro, nei primi due trimestri il bollo non è dovuto mentre nei successivi 2 vengono addebitate 2 quote di imposta totale, ovvero, 8,55 euro ad ogni trimestre. Stesso calcolo anche sui periodi brevi dell’anno, in cui viene superata la soglia di saldo medio ai fini di applicazione del bollo, per cui verrà prelevata proporzionalmente l’imposta da 34,20 euro per quei giorni o settimane di sforamento.

Importante: il calcolo del saldo medio, ai fini dell’applicazione di imposta bollo sui conti correnti, si effettua considerando tutti i rapporti intestati ad un’unica persona fisica o aperti in una sola banca. Anche il conto corrente cointestato è gravato da imposta di bollo, qualora la soglia limite di 5.000 euro venga superata nell’arco dei 90 giorni.

 

Esenzione imposta di bollo sul conto corrente:

Imposta di bollo sul conto corrente esenzione: il bollo è un’imposta annuale che si applica sulle giacenze di denaro oltre i 5000 euro ed è pari a 34,20 euro persone fisiche e 100 euro le aziende e associazioni, imprese individuali o professionisti. Il decreto Salva Italia oltre ad introdurre questa nuova tassa finanziaria, ha provveduto ad inserire nella norma, i casi in cui vi è l’esenzione bollo conto corrente, ovvero, quando:

  1. gli estratti e i libretti intestati a cittadini, quindi a persone fisiche, con saldo sotto i 5000 euro.
  2. gli estratti e i libretti intestati a cittadini  con saldo in rosso, quindi a zero.
  3. inoltre, l’esenzione bollo conto corrente è anche per i titolari esclusi dalle spese bancarie e postali, in caso di ISEE 2016 inferiore a 7.500 euro.
  4. Conti di pagamento detenuti presso istituti di pagamento o IMEL, ossia, istituti che emettono moneta elettronica, le c.d. carte di pagamento, purché non siano conti correnti.

 

Imposta di bollo conto deposito 2017 come si calcola?

L'imposta di bollo conto deposito 2017 si calcola in base al valore di mercato e in assenza di questo dato, sul valore nominale o di rimboso dei prodotti finanziari al 31 dicembre di ciascun anno di imposta.

Gli importi minimi e massimi di imposta di bollo da applicare e calcolare, sono stabiliti annualmente sulla base dell’ammontare complessivo dei prodotti finanziari detenuti dal cliente presso il medesimo ente gestore. 

Ai fini di calcolo del bollo costo depositi, le banche e intermediari, si basano quindi sull'intero anno e l’imposta è rapportata al periodo rendicontato per le comunicazioni inviate periodicamente, in caso di chiusura del rapporto finanziario o di apertura nel corso dell'anno.

 

Bollo su polizze assicurative 2017:

Per quanto riguarda l'applicazione e il calcolo del bollo sulle polizze assicurative 2017, la nuova normativa ha previsto che l'imposta venga applicata direttamente della compagnia di assicurazione.
Il bollo sulle comunicazioni periodiche relative a polizze di cui ai rami III e V dell’art. 2, comma 1, del d.lgs. 7/12/2005 n. 209 (Codice delle Assicurazioni Private), ossia, per le quali non è previsto un rapporto di custodia ed amministrazione, l’imposta di bollo è dovuta per ciascun anno nel momento del rimborso o del riscatto. 

 

Aumento imposta di bollo depositi al 2 per mille:

Aumento bollo su conto depositi e titoli è stato deciso con l'articolo 17 comma 7 della Legge di Stabilità ha previsto che dal 1 gennaio 2014 vi sia l'aumento dell'aliquota imposta di bollo da 0,15% allo 0,2% sulle comunicazione relative ai prodotti finanziari.

L'aumento del bollo sui titoli dal primo gennaio 2014, ha colpito quindi tutti gli strumenti detenuti in un dossier titoli, ossia quei cassetti dove vengono depositate le azioni o le obbligazioni acquistate da un risparmiatore, oltre che i conti deposito e le polizze assicurative.

Tale aumento dell’imposta di bollo su depositi e titoli, è stato dall'1,5 per mille al 2 per mille e si applica sulle comunicazioni periodiche relative a prodotti finanziari inviate al cliente. In questa categoria sono compresi i depositi bancari e postali, meglio conosciuti come conti deposito anche se certificati.

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Commenti 1

carlos

10 dicembre 2014 10:06

domanda: un'associazione culturale di teatro amatoriale ha diritto all'esenzione della imposta di bollo?