Bolletta pagata in ritardo: cattivo pagatore distacco morosità

Bolletta Enel Energia Eni Gas pagata in ritardo oltre data di scadenza fattura prevede calcolo mora per cliente cattivo pagatore e distacco per morosità

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Una bolletta pagata in ritardo comporta solitamente l'applicazione degli interessi di mora calcolati dal giorno della scadenza riportata in fattura fino alla data di effettivo pagamento della bolletta. Ma dopo quanti giorni di ritardo è possibile essere iscritti dal gestore come clienti cattivi pagatori e dopo quanti giorni di ritardato pagamento può arrivare il distacco della fornitura per morosità?

 

Bolletta Enel energia o Eni gas pagata in ritardo cosa succede?

Il cliente che non paga la bolletta della luce o del gas entro la scadenza riportata sul bollettino, riceve a distanza di qualche giorno una raccomandata, anche senza avviso di ritorno, da parte del venditore - fornitore che lo informa sia del mancato pagamento della fattura entro la scadenza che il termine ultimo per effettuare il versamento, che può essere entro 20 o 15 giorni dalla data di emissione della raccomandata.

Sulla raccomandata di messa in mora, devono essere presenti sia le modalità per pagare la bolletta, su come comunicare al gestore l'avvenuto pagamento, il termine dopo il quale il mancato o ritardato pagamento porterà al distacco della fornitura per morosità e i costi eventuali di una sospensione e riatttivazione della fornitura. Sulla bolletta pagata in ritardo quindi si applicano poi gli interessi di mora da calcolare per ogni giorno di ritardo e in base al tasso di riferimento fissato dalla BCE aumentato del 3,5%. il tasso di riferimento interessi di mora dal 01/01/2014 al 30/06/2014 è pari a 2,5% BCE, dal 01/07/2014 al 31/12/2014 il tasso di riferimento è pari a 1,2%, per cui il tasso interessi di mora da applicare ai clienti morosi fino al 30 giugno pari al 5,5% mentre fino al 31 dicembre 2014 è pari al 4,7% annuo. Il venditore può richiedere anche il pagamento delle sole spese postali per l'invio del sollecito. Si ricorda che in base al codice civile, la conservazione di documenti come le bollette è di 5 anni, per cui il venditore può richiedere i pagamenti entro questo lasso di tempo, oltre il quale si identificano i termini della prescrizione.

 

Calcolo interessi bolletta pagata in ritardo cattivo pagatore:

La bolletta pagata in ritardo di luce, gas, acqua o telefono comporta l'applicazione di interessi legali e di mora in base al numero di giorni di ritardato pagamento.  Se la bolletta è pagata oltre la data di scadenza riportata sul bollettino, il gestore - fornitore, intervenire, come dire, con un peso e due misure nel calcolo degli interessi di applicare in funzione del fatto che il cliente rientri nella categoria di buono o cattivo pagatore.

Calcolo interessi bolletta pagata in ritardo da cliente buon pagatore: il ritardato pagamento di una bolletta da parte del cliente definito buon pagatore, ossia, che ha sempre pagato tutte le bollette degli ultimi 2 anni entro la scadenza, si calcola applicando per i primi 10 giorni di ritardo solo gli interessi legali che dal 1° gennaio 2015 pari allo 0,5%, per il 2016 è pari allo 0,2%. Per cui se il ritardo accumulato è di 25 giorni, i primi dieci sono calcolati sugli interessi legali mentre per per altri 15 giorni con il tasso degli interessi di mora.

Bolletta pagata tardi da cliente cattivo pagatore: la bolletta pagata oltre la scadenza da parte del cattivo pagatore, ossia, da chi nel corso degli ultimi 365 giorni ha pagato almeno 2 bollette in ritardo anche se non consecutive, purché non riguardanti una procedura di sospensione della fornitura comunicata tempestivamente, consumi per malfunzionamento del contatore accertato, crediti non rimborsati nei confronti del cliente da parte del fornitore oppure, richiesta di rettifica consumi o reclami per corrispettivi non pagati con risposta da parte del venditore entro le tempistiche previste dalla legge, si applicano gli interessi di mora al tasso ufficiale BCE aumentato del 3,5%.

 

Bolletta pagata in ritardo dopo quanto tempo distacco per morosità?

Le modalità con cui il gestore può procedere al distacco della fornitura elettrica o di gas per morosità, per una bolletta pagata in ritardo, sono state modificate dalla Delibera  67/2013/R/COM  del 21 febbraio 2013 "Disposizioni per il mercato della vendita al dettaglio di energia elettrica e di gas naturale in materia di costituzione in mora". Tali nuove regole, riguardano per esempio l'obbligo dei gestori di inviare una raccomandata di messa in mora al cliente ritardatario prima di procedere al distacco della fornitura e  di sollecitare e intimare il pagamento entro il termine di 20 giorni.

Pertanto, se si è in ritardo col pagamento della bolletta, si riceve una raccomandata di messa in mora e si ha tempo 20 giorni per regolarizzare la fattura. Se non si procede al pagamento, trascorsi altri 3 giorni il venditore effettua la richiesta di sospensione della fornitura che per l'energia elettrica è immediata grazie ai contatori elettronici mentre per il gas il distacco avviene tramite apposizione dei sigilli sul misuratore del cliente moroso.

Quando invece la fornitura non può essere cessata per morosità? La fornitura non può essere sospesa per morosità se il cliente non è stato prima avvisato tramite raccomandata, se il pagamento è stato effettuato entro i tempi ma per cause non imputabili il cliente, gli estremi del pagamento non sono stati inviati al venditore, se l'importo da pagare è inferiore o uguale al deposito cauzionale, se la chiusura della fornitura cade in giorni festivi e prefestivi, di venerdì e sabato, oppure, se si tratta di un conguaglio o un importo anomalo per i quali il cliente ha presentato un reclamo scritto al venditore. In questo caso, infatti, il venditore è tenuto a rispondere per iscritto al cliente prima di poter procedere al distacco della fornitura per morosità.

 

Cessazione per morosità: quanto costa far riattivare l'utenza?

Il cliente che dimentica di pagare una bolletta o la paga in ritardo, come abbiamo visto riceve una raccomandata di messa in mora con l'intimazione del pagamento entro 20 giorni. Se per una svista o per mancanza di liquidi, il cliente non effettua il pagamento entro i termini, il venditore procede al distacco della fornitura. A quel punto cosa deve fare il cliente per richiedere la riattivazione della fornitura sospesa per morosità?

Deve innanzitutto effettuare il pagamento della bolletta ed inviare al venditore la richiesta di riattivazione insieme alla copia del bollettino, del bonifico tramite fax o email. Il venditore, una volta contabilizzato il pagamento della bolletta, da conferma al distributore di procedere alla riattivazione della fornitura entro 2 giorni feriali dalla data di ricevimento della richiesta da parte del venditore. Se la conferma però arriva al distributore oltre le ore 18:00 di lunedì martedì e mercoledì, e oltre le ore 14:00 di giovedì e venerdì, la riattivazione può slittare al giorno dopo mentre se vi è un ritardo nella riattivazione di una fornitura sospesa per morosità, il cliente ha diritto ad un indennizzo automatico di 35 euro.

Quanto costa far riattivare una fornitura chiusa per morosità? In caso di sospensione della fornitura per morosità, il costo della riattivazione è:

Per il servizio di maggior tutela Energia elettrica e GAS:

contributo fisso di 26,76 euro ridotto del 50% se il contatore è elettronico.

23 euro di oneri amministrativi per la riduzione di potenza o per la sospensione della fornitura.

Contributo fisso, per oneri amministrativi, di 23 euro per il ripristino di potenza o per la riattivazione della fornitura.

Nel mercato libero i clienti devono pagare:

Contributo fisso per oneri amministrativi di 26,76 euro ridotto del 50% per contatori in telegestione + evenutali costi per la prestazione commerciale se previsto dal contratto.

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