Franchising in conto vendita 2017 con e senza investimento conviene?

Franchising in conto vendita abbigliamento, alimentari, scarpe con e senza investimento, cos'è e come funziona, requisiti e quali vantaggi conviene?

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Franchising in conto vendita 2017, secondo il rapporto annuale della FIF, Federazione Italiana del Franchising-Confesercenti, i franchising sono una tra le realtà commerciali che meglio hanno saputo arginare gli effetti della crisi economica. Le statistiche dimostrano, infatti, che sono sempre di più le persone che decidono di affidarsi a questa formula commerciale come alternativa al fai da te, al salto nel buio che spesso porta a fallimenti e chiusure anticipate. 

Secondo il rapporto della FIF, dal 2010 ad oggi i franchising aperti sono stati più di 2000 e oltre 51.000 solo nel 2012 con un giro di affari che ha toccato 21,8 miliardi (+5,8% in due anni) e una crescita esponenziale anche riguardo l’occupazione con 185.200 nuovi posti di lavoro compresi i titolari, +17,4% dal 2010.

Sono poi, moltissime le opportunità di crescita del settore del franchising soprattutto nel campo della ristorazione, ancora non molto diffuso e sviluppato a causa degli elevati costi di investimento iniziale che per questa tipologia di attività si attesta a circa 81 mila euro contro i 33 mila impiegati per l’apertura di un’azienda di servizi.

Molto più imponente, invece, è la presenza della rete franchising nei servizi alla persona, dai parrucchieri all'abbigliamento, alla vendita di alimenti, passando per le tintorie e i centri estetici, i servizi per la casa e l’ufficio, il tempo libero, lo sport e il turismo.

 

Cos’è un Franchising e come funziona?

Il Franchising è come definito dalla Legge 6 maggio 2004, n. 129 recante “Norme per la disciplina dell’affiliazione commerciale”, un contratto di affiliazione commerciale, ovvero, un contratto fra due soggetti giuridici, economicamente e giuridicamente indipendenti, in base al quale la Casa Madre concede dietro corrispettivo, la disponibilità a far utilizzare all’affiliato il proprio Know How, ossia, diritti di proprietà industriale o intellettuale relativi a marchi, denominazioni commerciali, insegne, modelli di utilità, disegni, diritti d’autore, brevetti, assistenza o consulenza tecnica e commerciale. Pertanto, l’affiliato diventando uno degli affiliati distribuiti sul territorio, ha la possibilità di commercializzare determinati beni o servizi e altre forme di assistenza, e in cambio si impegna a rispettare la politica commerciale e l’immagine della Casa Madre, il franchisor.

In altre parole, il Franchising è una forma di collaborazione commerciale tra il Franchisor, ovvero, la Casa Madre - Affiliante ed uno o più Affiliati (Franchisee), ossia, coloro che singolarmente aprono il negozio o l’attività sul territorio, ognuno dei quali è però giuridicamente ed economicamente indipendente l’uno dall’altro. 

Come funziona un franchising? Il Franchising stabilisce un rapporto sinergico tra franchisor, Casa Madre e franchisee, affilato, che presuppone si una collaborazione commerciale ma una indipendenza a livello giuridico ed economico tra le parti.

Il contratto di Franchising, consente all’affiliato a fronte di un corrispettivo economico, diritto di ingresso, sotto forma di diritto di entrata e/o di canoni periodici, di ottenere dalla casa madre il diritto di usufruire di quell’insieme di tecniche e conoscenze necessarie a condurre l’impresa, del proprio marchio e di altre forme di assistenza, in cambio l’affiliato si impegna a rispettare la politica commerciale e l’immagine della Casa Madre.

 

Quali tipi di Franchising esistono?

Il franchising può essere di due TIPI, a seconda di cosa distribuisce, beni o servizi:

Franchising di distribuzione: prevede che la Casa Madre, franchisor, fornisca al suo franchisee l’uso dei marchi, dei servizi resi e dei beni prodotti da commercializzare a fronte di un corrispettivo economico sotto forma di diritto di entrata e/o di canoni periodici (royalties). Questo tipo di franchising viene utilizzato esclusivamente per le società che producono prodotti o che offrono un mix di prodotti selezionati e reperiti nel mercato.

Franchising di servizi: il franchisee non vende beni e prodotti ma offre la prestazione di servizi ideati dal franchisor. Il campo di attività di questa formula trova applicazione in vari settori da quello della ristorazione a quello turistico e del tempo libero, dalla stampa e riproduzione rapida di fotografie ai parrucchieri, dall’intermediazione immobiliare all’autonoleggio, ecc. 

 

Aprire Franchising in conto vendita nel 2017 vantaggi:

Per aprire un franchising in conto vendita sia esso un negozio di abbigliamento o parrucchiere, è richiesto un investimento iniziale di apertura significativamente, in termini di capitale e di risorse personali, rispetto a un’attività indipendente. Con un tale elevato costo di impianto di una franchise, gli imprenditori inesperti lamentano la richiesta da parte dei franchisor di diritti di ingresso che sono però giustificati in termini di vantaggi per l’affiliato. I vantaggi per chi apre un’attività in franchisig possono essere così riassunti:

Riduzione del rischio di fallimento: grazie all’esperienza del franchisor che ha già collaudato e testato la forza del suo marchio, il giro di affari, la presenza sul mercato dei suoi beni e servizi ed eliminato possibili difetti e ridotto al minimo i rischi di fallimento.

Possibilità al piccolo imprenditore di competere con grandi marchi a fronte di un più basso investimento: l’affiliato, infatti, può contare su una produzione su larga scala, che abbassa i costi al dettaglio, e rendere la propria attività più concorrenziale rispetto al piccolo imprenditori indipendente.

Buona qualità dei prodotti e servizi offerti: già collaudati precedentemente dalla casa madre, per cui, l’affiliato si troverà a proporre prodotti ben accettati e richiesti dai consumatori.

Assistenza nella Gestione e Addestramento del franchisor: la Casa Madre assiste l’affiliato in tutte le fasi dallo start up all’apertura e in corso d’opera, il franchisee quindi ha la possibilità di acquisire immediatamente tutte le competenze per dirigere la propria attività, aumentando così in modo considerevole le probabilità di successo. Inoltre, all’affiliato sono concessi Servizi manageriali ed amministrativi, informazioni sui prodotti e supporto di marketing.

Avere una forte Pubblicità e strategie di marketing: l’affiliato ha infatti la possibilità di sfruttare "gratuitamente" le continue ricerche di mercato della casa Madre per testare i nuovi prodotti e brand, lanci pubblicitari di prodotti esistenti.

Avere l’esclusiva territoriale: la Casa madre offre all’affiliato una posizione strategica - monopolio sull’area di apertura del franchising a patto di svolgere l’attività sotto il suo marchio.

  

Qual è il costo iniziale per aprire un franchising 2017:

Una operazione di franchising è conveniente sia per il franchisor che per il franchisee, per iI Franchisor, ossia, la Casa Madre che propone e stipula contratti di franchising ha ovviamente un torna conto di benefici e vantaggi a fronte dell’investimento di costi strumenti, gestione e merci che sostiene per singolo affiliato.

Vediamo in dettaglio i Vantaggi:

Espansione più rapida: una Casa Madre che decide di diventare franchisor ha la possibilità di espandersi più rapidamente su tutto il territorio mantenendo per ogni attività o punto vendita, specifici standard e politica aziendale comune. Inoltre, avendo un più facile accesso al finanziamento, aiuta il franchisee ad ottenere la liquidità che gli consenta di affiliarsi, lasciando a lui la responsabilità di rimborsare il capitale.

Capitale: aprire un’attività in franchising permette alla Casa Madre di ottenere denaro senza vendere nessuna quota di partecipazione nell’attività, utilizzando i diritti d’entrata per l’espansione stessa dell’azienda senza il rischio di perdere il controllo maggioritario.

Maggior motivazione: un franchisor si avvale sempre di un gruppo di manager-imprenditori, responsabili dei risultati dell’azienda ed i suoi profitti e per questo motivo fortemente motivati al successo. 

Costi e svantaggi

Costi d’Immagine: cedere a terzi il proprio marchio, nome e immagine è per il franchisor un grande rischio è per questo motivo che tende a far applicare in modo minuzioso i propri standard qualitativi delineando regole precise che devono essere rispettate dal franchisee se vuole rimanere affiliato, sta di fatto che in un contratto di franchising entrambe le parti hanno necessità di fiducia reciproca per avere successo.

Minore redditività per il franchisor: in quanto non partecipa agli utili dell’affiliato.

Possibilità di concorrenza: il fanchisor tenderà sempre ad instaurare con l’affiliato un rapporto di fiducia reciproca e assistenziale onde evitare il rischio che quest’ultimo assimilato il know how dell’azienda possa decidere di fargli concorrenza sotto un altro nome.

   

Quanto serve per l'investimento iniziale?

Ogni piccolo imprenditore che decide di aprire un’attività di franchising deve considerare innanzitutto la fattibilità del progetto e dell’investimento in base al marchio franchising scelto per affiliarsi. 
Il candidato, deve pertanto prevedere e quantificare la propria capacità di investimento iniziale ossia quanti soldi serviranno per far entrare a pieno regime l’attività e quanti dovranno essere eventualmente richiesti in prestito e contabilizzarli in un piano di rimborso in base ai futuri introiti dell’attività.

L’investimento iniziale è variabile a seconda del settore in cui si andrà ad operare e del marchio al quale ci si intende affiliare. Il capitale di avvio è una risorsa obbligatoria per fare fronte agli investimenti legati all’affitto dei locali, all’ingresso nella rete franchising al rifornimento iniziale di prodotti e all’arredamento dell’attività.

Ci sono diversi marchi che richiedono un capitale di investimento iniziale.

 

Cosa comprende l’investimento iniziale per aprire Franchising?

 Il capitale richiesto dalla casa Madre per chi apre un franchising comprende, generalmente le seguenti voci: 

 

Affitto del locale: I costi variano sulla base del contratto stipulato, e cariano a seconda di vari fattori, quali:

 

 

Area Scelta

 

 

Localizzazione

 

 

Stato della costruzione

 

 

Accatastamento nel registro degli immobili

 

 

Arredamento: Il costo per l’arredamento del locale è funzione del marchio scelto e dell’ampiezza dello stabile. E’ possibile stimare in media un investimento in mobili, espositori, macchinari ed attrezzature pari a 1.500 € al metro quadro.

 

 

Prima fornitura: Se si svolge una vendita commerciale al dettaglio è necessario effettuare il primo rifornimento di merce che l’affiliato dovrà vendere. Nel settore dell’abbigliamento la formula più utilizzata è infatti il conto vendita, aprire un negozio di abbigliamento con il servizio del conto vendita è quindi spesso sinonimo di successo.

 

 

Concessione del Marchio: nell’investimento iniziale, l’affiliato, verserà la tassa per l’entrata nella rete distributiva del franchising, il diritto d’ingresso che varia a seconda della notorietà e la grandezza dell’azienda madre che distribuisce appunto il marchio. Gli altri costi di affiliazione possono essere relativi a eventuali:

prestito di garanzie, come avalli o fidejussioni;

registrazione del contratto;

trasferte dovute per la stipula del contatto e la formazione.

Consulenze legali ed amministrative: sono le spese che l’affiliato deve sostenere per la gestione legale e fiscale della propria attività. I costi per tale quota incidono in modo differente in base alla ragione giuridica scelta e dal commercialista scelto che avrà il compito di gestire:

Partita Iva,

Contribuzione,

Contratto,

Certificati o corsi di formazione obbligatori per operare in determinati settori, come per esempio quello della ristorazione.

Pubblicità e marketing: il lancio e l’inaugurazione della nuova attività dell’affiliato è spesso già compresa nel capitale di investimento iniziale, i costi riguarderanno:

Evento di apertura del locale;

Stampa di manifesti e volantini;

Pubblicità sui vari media.

 

 

 

Obblighi e requisiti:

I franchisor obbligano i franchisee, ossia, chi apre un ’attività in franchising ad osservare e rispettare determinate regole per rimanere affiliato alla casa madre. Aprire franchising obblighi e requisiti:

Pagamento di un diritto d’ingresso: compreso nel capitale di investimento iniziale che può andare da 0 a 100.000 euro ed oltre per le grandissime aziende di distribuzione come per esempio Carrefour market. 

Pagamento di royalty. Il franchisor, generalmente, richiede al franchisee il pagamento di royalty periodiche, ovvero, quote da versare alla casa Madre in percentuale al guadagno dell’attività ma mai al di sopra del 10% e di una piccola percentuale dei ricavi lordi per lo sviluppo di attività di marketing cooperativo.

Adeguamento alle procedure standard di operatività: Il fanchisor obbliga l’affiliato a osservare scrupolosamente la propria politica economica, d’immagine e di marchio pertanto non ammettono nè metodi operativi sperimentati nè violazioni o variazioni. 

Restrizioni dell’affiliato: la Casa Madre proibisce che l’affiliato possa vendere nel suo punto vendita o servizi di poter vendere e proporre merce diversa da quella da essa stessa approvata Questo perché l’affiliato è soggetto alle decisioni prese nella sede centrale del franchisor. 

Durata del contratto franchising: un contratto di franchising non può essere sciolto se non con la vendita dell’attività, pertanto, prima di procedere alla stipula del contratto è bene verificare se e quali restrizioni sono previste sul contratto per chi decide di vendere la franchise a terzi.

Se fallisce il Franchisor: in caso di fallimento della casa Madre, l’affiliato solitamente è costretto a continuare l’attività come operatore indipendente, oppure, chiudere l’attività. Per evitare ciò, esamina attentamente il Business Plan e le relazioni finanziarie del franchisor. Questo ti aiuterà ad identificare i potenziali lati deboli.

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