Pensione anticipata 2017 APE INPS come funziona anticipo pensionistico

Riforma pensioni 2017 APE INPS cos’è e come funziona l'anticipo pensionistico nella Legge di Stabilità 2017 come si calcola il prestito e la decurtazione

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Pensione anticipata 2017 APE, è la nuova misura sperimentale che il Governo Renzi sta pensando di introdurre nella prossima Legge di Stabilità 2017.

Il nuovo anticipo pensionistico, consentirà quindi ai lavoratori privati ma eventualmente anche ai dipendenti pubblici, di andare in pensione 3 anni prima, rispetto all’anno di raggiungimento dei requisiti per il pensionamento ordinario. 

Vediamo quindi cos’è l’APE, come funziona il meccanismo dell’anticipo pensionistico, chi sono i soggetti destinatari della nuova misura e come si calcola il “prestito” che passerà tramite INPS e le eventuali garanzie e assicurazioni richieste sul finanziamento.

 

Pensioni anticipate 2017: APE cos’è?

Cos’è APE pensioni anticipate 2017? E’ una nuova misura sperimentale che verrà inserita all’interno della prossima Legge di Stabilità 2017 dal Governo Renzi.

La sigla APE sta per Anticipo Pensionistico, che tradotto in soldoni, significa possibilità di andare in pensione anticipata 3 anni prima, rispetto all’anno di raggiungimento dei requisiti della pensione di vecchiaia. Ovviamente, il pensionamento anticipato, non è gratuito ma prevede una decurtazione economica e rigidi requisiti in termini di età e contributi versati.

L’obiettivo di questa riforma pensioni 2017, come dichiarato dal Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, è quello di consentite agli “sfigati” che stavano per andare in pensione ma che sono stati bloccati dallo scalone secco della Legge Fornero. Ovvero, le generazioni nate tra 1951 e il 1953.

 

Come funziona l'anticipo pensionistico APE dal 2017?

Come funziona l’Anticipo pensionistico INPS? Con il meccanismo APE, i lavoratori nati fra il ’51 ed il ’53, a cui mancano quindi 3 anni al raggiungimento della pensione di vecchiaia nel 2017, possono scegliere se andare in pensione anticipata con 3 anni di anticipo, a partire dal 1° gennaio 2017. Tale opzione di flessibilità in uscita, è quindi riservata ai lavoratori uomini che nel 2017 hanno almeno 63 anni e 7 mesi e alle lavoratrici con almeno 62 anni e 7 mesi.

Durante i 3 anni di pensione anticipata, i lavoratori che opteranno per l’APE, riceveranno un trattamento economico ridotto, anticipato dalla banca.

Una volta poi raggiunti i requisiti per la pensione di vecchiaia, il lavoratore dovrà restituire quanto ricevuto nei 3 anni, attraverso un piano di ammortamento ventennale, le cui rate saranno trattenute direttamente dall’INPS dall’assegno pensionistico. Gli interessi del prestito pensionistico, saranno a carico dello Stato.

 

Prestito pensionistico APE INPS 2017: ultime novità

L’APE, assegno pensionistico, secondo le ultime novità, dovrà passare obbligatoriamente attraverso l’INPS.

Il lavoratore over 63, pertanto, per andare in pensione anticipata con il prestito pensionistico APE, non dovrà richiedere il finanziamento in banca, ma dovrà passare per l’INPS che fungerà da intermediario.

L’Istituto, infatti, dovrà in primis certificare la contribuzione versata dal lavoratore, senza tenere conto di quella relativa agli anni di anticipo, che ricordiamo essere da 1 anno ad un massimo di 3. Dopodiché si rivolgerà alla banca convenzionata per perfezionare il prestito, ed è a questo punto che il lavoratore e l’istituto, potranno accordarsi su altri tipi di strumenti integrativi come ad esempio la RITA, Restituzione Integrativa Temporanea Anticipata, al fine di ridurre la somma da finanziare.

Una volta operativo il prestito APE, il lavoratore in pensione anticipata, dovrà rimborsare alla banca, in rate mensili comprensive di capitale e interessi per una durata massima di 20 anni. Tali rate, saranno trattenute dall’INPS direttamente sull’assegno pensione di vecchiaia.

 

Riforma pensioni APE 2017: decurtazione assegno, detrazioni e agevolazioni alto e basso reddito

Per attenuare la penalizzazione sulla pensione anticipata APE, che con l’APE è rappresentata dalle rate del prestito, il Governo sta pensando di introdurre apposite detrazioni fiscali al fine di ridurre la decurtazione dell’assegno per i redditi più bassi. 

Tale decurtazione, infatti, dovrebbe essere azzerata, o almeno ridotta al minimo, per i lavoratori a basso reddito, come ad esempio:

  • Disoccupati che non riescono a trovare lavoro;
  • Lavoratori che effettuano lavori pesanti;
  • Lavoratori impegnati nella cura familiare.

In questa ipotesi, la detrazione fiscale non solo coprirebbe l’intero importo della rate ma anche una fetta di capitale mentre, per i lavoratori che optano per l’uscita volontaria ma hanno redditi alti, le detrazioni dovrebbero essere pari a zero, ed in questo caso, la decurtazione potrebbe arrivare al 15% .

Secondo però i calcoli della UIL, chi deciderà di andare in pensione con 3 anni di anticipo, potrebbe avere una decurtazione pari al 20% su un assegno pensione di vecchiaia pari a 2500 euro. I calcoli sono stati eseguiti pensando ad una rata di 500 euro al mese per 13 mensilità per 20 anni con un tasso di interesse fisso al 3% ed una restituzione del prestito pari a 97.500 euro in vent'anni. 

Con una pensione netta di 1.000 euro al mese, invece, l'anticipo di 3 anni potrebbe prevedere una rata di 199,64 euro per 13 mensilità, 216,29 per chi invece restituisce per 12 mensilità sempre in 20 anni.

In questo caso, calcolando un tasso di interesse pari al 2% su una pensione netta di 1000 euro, la rate mensile APE per 13 mensilità, sarebbe pari a 182 euro per 20 anni.

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