Addizionali comunali Irpef 2014: aumento aliquote Roma e Milano

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Addizionali comunali Irpef 2014: aumento aliquote Roma e Milano

Addizionali comunali Irpef 2014 aumento aliquote Roma e Milano per l'imposta sui redditi persone fisiche è stata decisa per compensare e fronteggiare le minori entrate derivate dal taglio del cuneo fiscale 2014 e delle maggiori detrazioni, introdotte con la nuova Legge di Stabilità 2014.

L'aumento delle addizionali comunali Irpef, pertanto, comporteranno per i contribuenti obbligati al pagamento dell'Irpef, ad una vera stangata a partire dal 1 gennaio 2014, essendo le aliquote retroattive per tutto l'anno 2013.

 

Addizionali comunali Irpef 2014 Roma: aumento aliquote

Il Consiglio Comunale di Roma Capitale, ha acconsentito da subito alla possibilità fornita dalla Legge di poter aumentare le addizionali comunali Irpef 2014. Tale aumento, si tradurrà quindi con un incremento percentuale dell'aliquota IRPEF comunale di altri 0,3 punti, portando così l'aliquota addizionale comunale Irpef di Roma dallo 0,9% all'1,2% da applicare sui redditi a partire da 8.000 euro.

Ciò significa che per l'Irpef Roma pagata dai contribuenti romani aumenterà di circa il 93,3% rispetto a quanto pagato nel 2013 con aumento per esempio per i redditi lordi pari a 20mila euro  da 420 euro pagati fino ad oggi a 812 euro da pagare nel 2014.

 

Addizionali comunali Irpef 2014 Milano: aumento aliquote e nuovi scaglioni

Il Comune di Milano per fronteggiare le minore entrate nelle casse comunali previste per il 2013 e 2014, ha provveduto a deliberare un nuovo aumento addizionali comunali Irpef 2014, andando a ridurre inizialmente la platea dei redditi dei contribuenti esentati Irpef da 33.500 euro del 2012 a 15.000 euro, poi invece confermata via definitiva a 21 mila euro. 

Riguardo invece, ai contribuenti tenuti al pagamento IRPEF 2014, la novità introdotta da Palazzo Marino è l'abolizione degli scaglioni progressivi dello 0,1% allo 0,7% del 2012 per optare su scaglione unico massimo allo 0,8%. 

Ma cosa significa veramente? I nuovi scaglioni addizionali Irpef 2014 prevedono un nuovo meccanismo di calcolo dell'aliquota Irpef da applicare sul reddito complessivo. tale meccanismo si basa sul calcolo delle addizionali Irpef e l'esenzione per redditi fino a 21.000 euro. Dal momento che l'esenzione non è una franchigia, il calcolo delle addizionali da applicare sui scaglioni di reddito è il seguente:

  • scaglioni di reddito da 21 mila ai 28 mila euro: sia applica l'aliquota dello 0,67% per la parte di reddito che va da 0 a 21.000 euro, a tale importo va poi aggiunto lo 0,77% per ogni euro che supera la soglia dei 21 mila fino ad arrivare ai 28 mila euro.

  • scaglione di reddito dai 28 mila euro a 55 mila euro: l'aliquota addizionale comunale Irpef da applicare è dello 0,78%.

  • scaglione reddito dai 55 ai 75 mila: l'aliquota addizionale comunale Irpef da applicare è pari allo 0,79%.

  • scaglione reddito dai 75 mila e oltre: l'aliquota da applicare e calcolare è lo 0,8%.

L’approvazione definitiva da parte della Giunta circa l’aumento addizionale Irpef, consentirebbe di al Comune di incassare 173 milioni di euro, in quanto l’esenzione Irpef spetterà solo a 513 mila contribuenti, pari al 53,6% mentre nel 2012 era del 75% nel 2012

 

Addizionali comunali e regionali Irpef: cosa sono?

Le addizionali comunali e regionali Irpef sono imposte sul reddito che vanno versate a Regioni e Comuni da tutti i contribuenti sia residenti che non residenti, per i quali, nell’anno di riferimento, risulta dovuta l’Irpef.

Per i contribuenti che non sono tenuti al versamento dell’Irpef grazie a detrazioni o crediti d’imposta per redditi prodotti all’estero non sono tenuti neanche a versamento delle addizionali regionali e comunali.

Non sono obbligati al pagamento delle addizionali i contribuenti che possiedono soltanto:

Redditi esenti dall’Irpef

Redditi soggetti a imposta sostitutiva dell’Irpef

Redditi soggetti a tassazione separata: fatta eccezioni per chi ha facoltativamente scelto la tassazione ordinaria 

 

Addizionali comunali Irpef: come si calcolano?

La base imponibile per il calcolo delle addizionali comunali Irpef viene determinata dal reddito complessivo dichiarato ai fini Irpef, al netto degli oneri deducibili e della rendita dell’abitazione principale.

Per calcolare gli importi delle addizionali che il contribuente deve pagare occorre applicare al reddito imponibile l’aliquota fissata dalla Regione e dal Comune di residenza

L'aliquota addizionale comunale può essere stabilita dai Comuni fino allo 0,8. Ogni Comune può quindi fissare in base a specifici requisiti reddituali, una soglia di esenzione

Per i Comuni che hanno rispettato il “Patto di stabilità” l’aliquota applicabile deve essere maggiorata dello 0,3%, anche se nel Comune è stata deliberata l’aliquota massima dello 0,8%.

I provvedimenti con i quali le Regioni determinano le aliquote dell’addizionale hanno effetto dall’anno successivo a quello nel corso del quale il provvedimento viene adottato. Tuttavia, le Regioni possono disporre che la variazione deliberata, se più favorevole al contribuente, si applichi anche al periodo d’imposta nel quale è intervenuta la delibera.

Per Calcolare le Addizionali Comunali Irpef

Guida sulle modalità di versamento dell’addizionale comunale IRPEF. e per la consultazione dei dati per la ripartizione del gettito in favore dei Comuni

 

Addizionali comunali Irpef come e quando si pagano?

L’addizionale regionale all’Irpef è dovuta alla Regione nella quale il contribuente ha il domicilio fiscale al 31 dicembre dell’anno cui si riferisce l’imposta

Le addizionali comunali Irpef è dovuta al Comune nel quale il contribuente ha il domicilio fiscale a partire dal 1° gennaio dell’anno cui si riferisce l’imposta

Importante: Per l’addizionale comunale è dovuto anche un acconto per l’anno successivo nella misura del 30%, che si calcola sull’addizionale dovuta sull’imponibile dell’anno precedente, in base alle aliquote stabilite dal Comune nel quale si ha la residenza al 1° gennaio dell’anno cui si riferisce l’acconto. 

 

Addizionali comunali Irpef: Lavoratori dipendenti e pensionati

Per i contribuenti con redditi da lavoro dipendente e assimilati, e di pensioni, le addizionali comunali Irpef vengono calcolate direttamente dai sostituti d’imposta, datore di lavoro o ente pensionistico, nel momento in cui vengono elaborate le operazioni di conguaglio relative a tali redditi.

Il saldo delle imposte dovute. è trattenuto sulla busta paga o assegno della pensione:

  • su un numero massimo di 11 rate mensili entro il mese di novembre

  • oppure in un’unica soluzione alla cessazione del rapporto di lavoro, se antecedente alla fine del periodo d’imposta

L’acconto dell’addizionale comunale è trattenuto a partire dal mese di marzo in un numero massimo di 9 rate mensili. 

 

Addizionali comunali e regionali Irpef: Modello F24

Per i contribuenti con redditi diversi da quelli prodotti da lavoro dipendente o pensionati, la determinazione e il pagamento delle addizionali avviene in sede di dichiarazione dei redditi, per calcolare l’imposta, il contribuente deve verificare la Regione e il Comune a cui effettuare il versamento, in base al proprio domicilio fiscale.

Il pagamento delle addizionali comunali si paga con modello f24 da parte dei contribuenti titolari di partita IVA come liberi professionisti, imprese individuali ecc deve essere effettuato direttamente all’ente interessato mediante il modello F24 Agenzia delle Entrate. Il termine per effettuare il versamento è lo stesso di quello previsto per il pagamento dell’Irpef. 

 

Cos'è l'IRPEF imposta sui redditi persone fisiche?

L’Irpef è un’imposta sui redditi persone fisiche e varia e aumenta proporzionalmente al crescere del reddito imponibile del contribuente. Per effettuare il calcolo dell’Irpef annuale, l’Agenzia delle Entrate fissa determinate aliquote diverse a seconda dello scaglione in cui si colloca il reddito del persona.

L’Irpef è un’Imposta sui redditi delle persone fisiche, che la riforma del 2003 ne aveva modificato il nome con IRE, ovvero, Imposta sul Reddito di fatto però il cambiamento non è mai diventato effettivo e ancora oggi sia su documenti ufficiali compresi i modelli di dichiarazione come il Modello 730 o Unico, continuano a contenere la parola IRPEF. Inoltre, è rilevante ricordare che con la Manovra Monti, il Decreto Salva Italia, lo Stato abbia deciso di non modificare le addizionali e aliquote IRPEF 2012

  

Irpef 2014: per chi è obbligatoria?

L’Irpef 2014 è obbligatoria per tutti i contribuenti siano essi lavoratori dipendenti o pensionati, così come definito dall’Articolo 6 del TUIR, Testo Unico delle Imposte sui Redditi, i redditi a cui assoggettare l’IRPEF sono quei redditi prodotti da:

  • redditi da lavoro dipendente

  • redditi da lavoro autonomo

  • redditi d’impresa

  • di partecipazione in società personali

  • Redditi di capitale

  • Redditi diversi

  • Redditi terreni se superiori a 185,92 euro

Riassumendo chi deve pagare l’Irpef sono:

Le persone fisiche residenti in Italia, per tutti i redditi posseduti

Le persone fisiche non residenti, per i soli redditi prodotti in Italia

Tutti questi contribuenti devono pagare l’Irpef calcolata sul reddito imponibile in base a determinate aliquote riferite ai diversi scaglioni, sulle addizionali regionali e comunali fissate sempre sugli scaglioni.

  

Chi è escluso dal pagamento di Irpef e addizionali?

L’Irpef e le addizionali comunali e regionali non sono dovute dai contribuenti il cui reddito complessivo è composto da:

redditi di pensione fino a 7.500 euro (7.750 euro per i contribuenti di età pari o superiore a 75 anni), se goduti per l’intero anno 

redditi di lavoro dipendente o assimilato fino a 8.000 euro (per un periodo di lavoro non inferiore a 365 giorni) 

redditi di pensione fino a 7.500 euro, goduti per l’intero anno, redditi di terreni per un importo non superiore a 185,92 euro e reddito dell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale e delle relative pertinenze

redditi di terreni per un importo non superiore a 185,92 euro

rendita catastale dell’unità immobiliare adibita ad abitazione principale e delle relative pertinenze

redditi dominicali dei terreni, redditi agrari e redditi dei fabbricati per un importo complessivo non superiore a 500 euro 

compensi derivanti da attività sportive dilettantistiche fino 7.500 euro

assegni periodici corrisposti dal coniuge fino a 7.500 euro

redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente o altri redditi per i quali la detrazione prevista non è rapportata al periodo di lavoro, fino a 4.800 euro

 

Quali sono gli scaglioni Irpef 2014, aliquote e limiti reddito?

  • 1° SCAGLIONE: Redditi fino a 15.000 euro: Aliquota è del 23% e Irpef al 23% del reddito

  • 2° SCAGLIONE: Redditi oltre 15.000 e fino a 28.000 euro: Aliquota del 27% e Irpef 3.450 + 27% sulla parte eccedente 15.000 euro

  • 3° SCAGLIONE: Redditi oltre 28.000 e fino a 55.000 euro: Aliquota del 38% e Irpef 6.960 + 38% sulla parte eccedente 28.000 euro

  • 4° SCAGLIONE: Redditi oltre 55.000 e fino a 75.000 euro: Aliquota del 41% e Irpef 17.220 + 41% sulla parte eccedente 55.000 euro

  • 5° SCAGLIONE: Redditi oltre 75.000 euro: Aliquota del 43% e Ipef 25.420 + 43% sulla parte eccedente 75.000 euro

Come si calcola IRPEF 2014? Reddito e aliquote:

Il primo passo per poter calcolare l’Irpef è necessario determinare il reddito imponibile sottraendo dal reddito complessivo gli oneri deducibili e la deduzione per l’abitazione principale (e sue pertinenze).

Gli oneri deducibili che si possono detrarre dall’Irpef sono quelli indicati dall’Articolo 10 del Tiur e riguardano le spese sostenute nel periodo d’imposta da parte del contribuente, sono Oneri Deducibili e spese detraibili dichiarazione dei redditi:

  • i canoni, affitti, censi ed altri oneri gravanti sui redditi degli immobili che concorrono a formare il reddito complessivo, compresi i contributi ai consorzi obbligatori per legge o in dipendenza di provvedimenti della pubblica amministrazione; sono in ogni caso esclusi i contributi agricoli unificati

  • le spese mediche e quelle di assistenza specifica necessarie nei casi di grave e permanente invalidità o menomazione. E’ deducibile la spesa sanitaria relativa all’acquisto di medicinali che deve essere certificata da fattura o da scontrino fiscale contenente la specificazione della natura, qualità e quantità dei beni e l’indicazione del codice fiscale del destinatario, mediante presentazione Tessera Sanitaria

  • Non sono deducibili invece le spese rimborsate per effetto di contributi o di premi di assicurazione versati  dal contribuente

  • Gli assegni periodici corrisposti al coniuge, ad esclusione di quelli destinati all'assegno di mantenimento dei figli, in conseguenza di separazione legale ed effettiva, di scioglimento o annullamento del matrimonio o di cessazione dei suoi effetti civili, nella misura in cui risultano da provvedimenti dell’autorità giudiziaria

  • Gli assegni periodici corrisposti in forza di testamento o di donazione modale e, nella misura in cui risultano da provvedimenti dell’autorità giudiziaria, gli assegni alimentari corrisposti a persone indicate nell’articolo 433 del codice civile

  • le somme restituite al soggetto erogatore, se hanno concorso a formare il reddito in anni precedenti 

  • contributi previdenziali ed assistenziali versati in ottemperanza a disposizioni di legge, nonche’ quelli versati facoltativamente alla gestione della forma pensionistica obbligatoria di appartenenza, ivi compresi quelli per la ricongiunzione di periodi assicurativi.  

  • I contributi versati al fondo di cui all’articolo 1 del decreto legislativo 16 settembre 1996, n. 565. I contributi di cui all’articolo 30, comma 2, della legge 8 marzo 1989, n. 101, sono deducibili alle condizioni e nei limiti ivi stabiliti 

  • I contributi versati alle forme pensionistiche complementari istituite negli Stati membri dell’Unione europea e negli Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo che sono inclusi nella lista di cui al decreto del Ministro dell’economia e delle finanze emanato ai sensi dell’articolo 168-bis;

  • contributi versati, fino ad un massimo di euro 3.615,20, ai fondi integrativi del Servizio sanitario nazionale istituiti o adeguati che erogano prestazioni negli ambiti di intervento stabiliti con decreto del Ministro della salute da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione. Ai fini del calcolo del predetto limite si tiene conto anche dei contributi di assistenza sanitaria versati ai sensi dell’articolo 51, comma 2, lettera a). Per i contributi versati nell’interesse delle persone indicate nell’articolo 12, che si trovino nelle condizioni ivi previste, la deduzione spetta per l’ammontare non dedotto dalle persone stesse, fermo restando l’importo complessivamente stabilito;

  • somme corrisposte ai dipendenti, chiamati ad adempiere funzioni presso gli uffici elettorali

  • Le Donazioni e le oblazioni erogati in favore delle organizzazioni non governative idonee per un importo non superiore al 2% del reddito complessivo dichiarato

  • Indennità per perdita dell’avviamento corrisposte per disposizioni di legge al conduttore in caso di cessazione della locazione di immobili urbani adibiti ad usi diversi da quello di abitazione

  • Donazioni liberali in denaro, fino all’importo di 2 milioni di lire, a favore dell’Istituto centrale per il sostentamento del clero della Chiesa cattolica italiana

  • Donazioni  liberali in denaro

  • il 50% delle spese sostenute dai genitori adottivi per l’espletamento della procedura di adozione

  • Donazioni liberali in denaro per il pagamento degli oneri difensivi dei soggetti ammessi al patrocinio a spese dello Stato, anche quando siano eseguite da persone fisiche 

  • Donazioni liberali in denaro effettuate a favore di università fondazioni universitarie, Fondo per il merito degli studenti universitari, e di istituzioni universitarie pubbliche, degli enti di ricerca pubblici, ovvero degli enti di ricerca vigilati dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, ivi compresi l’Istituto superiore di sanità e l’Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro, nonche’ degli enti parco regionali e nazionali.

  • Le spese deducibili dalla dichiarazione dei redditi anche se sono state sostenute per le persone fiscalmente a carico e per oneri versati per gli addetti ai servizi domestici e all’assistenza personale o familiare

  • Gli oneri sostenuti dalle società semplici, si deducono dal reddito complessivo dei singoli soci nella stessa proporzione prevista nel medesimo articolo 5 ai fini della imputazione del reddito. Nella stessa proporzione e’ deducibile, per quote costanti nel periodo d’imposta in cui avviene il pagamento e nei quattro successivi, l’imposta di cui all’articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 643, corrisposta dalle società stesse

  • Abitazione principale e quello delle relative pertinenze, si deduce un importo fino all’ammontare della rendita catastale dell’unita’ immobiliare stessa e delle relative pertinenze, rapportato al periodo dell’anno durante il quale sussiste tale destinazione ed in proporzione alla quota di possesso di detta unita’ immobiliare. 

Pertanto, per calcolare l’Irpef è sufficiente calcolare l’imponibile sul reddito in questo modo: Reddito complessivo - Oneri deducibili - Deduzione per abitazione principale = reddito Imponibile.

Calcolo Irpef Imposta netta: Reddito imponibile x Aliquota Scaglione = Irpef Lorda - Detrazioni d’imposta = Irpef netta

Le Detrazioni d’imposta sull’Irpef  sono quelle riconosciute per familiari a carico, per tipologia di reddito posseduto, per spese sostenute, ecc.

 

Calcolo Irpef 2014 su Arretrati Lavoro Dipendente:

Per calcolare l’Imposta sugli arretrati da lavoro dipendente bisogna innanzitutto calcolare il reddito complessivo medio posseduto dal dipendente nei 2 anni precedenti a quello in cui sono percepiti gli arretrati. Il calcolo del reddito complessivo medio si ottiene sommando i redditi complessivi dei 2 anni precedenti e dividere per 2 il risultato.

Su tale risultato, si calcola l’Irpef in base alle aliquote in vigore e, quindi, la percentuale d’imposta sul reddito medio. Tale percentuale, sarà l’aliquota da applicare alle somme percepite.Il calcolo viene comunque effettuato dal sostituto d’imposta, ovvero, il datore di lavoro e sarà poi compito dell’Agenzia delle Entrate controllare e “riliquidare” l’imposta in maniera definitiva, verificando se il sistema di tassazione separata è per il contribuente più favorevole, in caso contrario, l’Agenzia provvederà ad applicare la tassazione ordinaria, restituendo al contribuente le somme pagate in eccesso già trattenute dal sostituto d’imposta. 

 

Calcolo Irpef su TFR 2014:

L’imposta sul Tfr e sulle altre somme relative alla cessazione del rapporto di lavoro viene calcolata preventivamente dal sostituto d’imposta, datore di lavoro e poi espletata dall’Agenzia delle Entrate. Per effettuare il calcolo si deve tener conto dell’aliquota media dei 5 anni precedenti a quello in cui si è maturato il diritto alla percezione del Tfr.

La determinazione dell’imposta dovuta sul TFR può avvenire utilizzando: le aliquote in vigore al 31 dicembre 2006 o le aliquote in vigore dal 1 gennaio 2007.

Questo per evitare che il regime fiscale introdotto dal 2007 determini un carico fiscale più gravoso rispetto a quello che si otterrebbe applicando le vecchie aliquote.

La verifica del trattamento più favorevole da applicare sul TFR del lavoratore viene effettuata dal sostituto d’imposta e confermata poi dall’Agenzia delle Entrate nel momento in cui controlla e riliquida l’imposta.

Per le somme erogate da chi non è un sostituto d’imposta: è previsto il versamento dell’imposta in acconto nella misura del 20% mentre la verifica del trattamento più favorevole in sede di riliquidazione è effettuata esclusivamente dall’Agenzia delle Entrate.

 

 

Sito di riferimento ufficiale:

Agenzia delle Entrate - Annuario del Contribuente

Dipartimento della Finanza Addizionali comunali Irpef

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paolo angius

11 aprile 2012 11:40

Buongiorno, molto utile la Vostra spiegazione, ma non ho trovato quello che a me interessava e cioe:
la % da dichiarare sul reddito degli affitti è sempre per il corrente anno 2012 - redditi 2011 dell'85% oppure parte da questo anno la percentuale del 5% del decreto distruggi Italia?
Grazie per l'eventuale risposta.
Paolo Angius

staff

11 aprile 2012 14:43

Risposta al Sig.Paolo Angius:

Sui canoni di locazione che costituiscono reddito per le persone fisiche e che dichiarano mediante Modello Unico ai fini Irpef, la norma tributaria attualmente in vigore riconosce uno "sconto" forfettario pari al 20%, calcolato sul reddito percepito a compesazione delle spese di manutenzione straordinarie non deducibili dal reddito del proprietario.

Con l'approvazione del Decreto Lavoro dal 2013, invece, la compesazione per le spese di manutenzione straordinarie ora del 15%, verrebbe ridotta al 5% andando così ad aumentare il reddito da fabbricati imponibile ai fini irpef con la conseguenza di un saldo Irpef a debito maggiori.

diego

20 aprile 2012 23:08

vorrei sapere se nel calcolare l^IRPEF dovuta per le seconde case la base da inserire a reddito si deve tenere conto della rendita catastale + 5% +1/3
oppure +5% per 160 +1/3 ?

calogero

23 aprile 2012 16:57

Secondo me c'è un errore: tra gli oneri deducibili dovrebbero essere indicati in questo sito anche "gli assegni alimentari versati ai familiari", vedasi punto 5 di pag. 40 delle istruzioni 730 2012.
Io ho versato nel 2011 assegni di mantenimento ai miei figli che vivono con la ex moglie, secondo questo articolo sono scaricabili. Voi cosa ne dite?

staff

23 aprile 2012 17:30

Nel paragrafo dedicato al calcolo dell'Imponibile:
Come si calcola l’IRPEF: Reddito Imponibile e aliquote

Il primo passo per poter calcolare l’Irpef è necessario determinare il reddito imponibile sottraendo dal reddito complessivo gli oneri deducibili e la deduzione per l’abitazione principale (e sue pertinenze).

Sono indicati gli oneri deducibili dall’Irpef come indicato dall’Articolo 10 del Tiur e riguardano le spese sostenute nel periodo d’imposta da parte del contribuente, sono Oneri Deducibili:

"Gli assegni periodici corrisposti al coniuge, ad esclusione di quelli destinati al mantenimento dei figli, in conseguenza di separazione legale ed effettiva, di scioglimento o annullamento del matrimonio o di cessazione dei suoi effetti civili, nella misura in cui risultano da provvedimenti dell’autorità giudiziaria

calogero

23 aprile 2012 18:24

Ma allora quella dicitura "gli assegni alimentari versati ai familiari" con l'indicazione dell'art.433 del codice civile che contempla i figli, cosa significa? dove può essere applicata?

staff

24 aprile 2012 14:41

Gli Assegni Alimentari versati ai familiari con l'indicazione dell'Art. 433 del Codice Civile si riferiscono alla suddetta ipotesi di deducibilità:

La deduzione spetta anche in relazione a spese che siano state sostenute per le persone di cui all’articolo 433 del codice civile, ovvero, il familiare deve essere non autosufficiente nel compimento degli atti della vita quotidiana.

I familiari indicati nell’articolo 433 del Codice civile sono:

- il coniuge;
- i figli legittimi, legittimati, naturali o adottivi, e, in loro mancanza, i discendenti prossimi, anche naturali;
- i genitori e, in loro mancanza, gli ascendenti prossimi, anche naturali;
- gli adottanti;
- i generi e le nuore;
- il suocero e la suocera;
- i fratelli e le sorelle germani o unilaterali, con precedenza dei germani sugli unilaterali.

La disposizione non prevede che il familiare assistito sia a carico del soggetto che sostiene la spesa. Pertanto, la deduzione compete anche se il familiare non sia nelle condizioni per essere considerato a carico. Non è necessario, inoltre, che il familiare non autosufficiente conviva con il soggetto che sostiene l’onere.

La deduzione non compete pertanto per spese di assistenza sostenute a beneficio di soggetti come, ad esempio, i bambini quando la non autosufficienza non si ricollega all’esistenza di patologie.

willy

27 aprile 2012 08:41

nel mio cud 2012 trovo cod AU: le spese sanitarie rimborsate per effetto di tali contributi sono deducibili o detraibili in sede di dichiarazione dei redditi in proporzione alla quota eccedente Euro 3615,20 e tale quota è pari a Euro 888,00. Io ho avuto spese mediche nel 2011 per EURO 620 di cui Euro 384 rimborsati dal fondo assistenza del mio datore di lavoro. Posso detrarre sul 730 la differenza di Euro 236?

lentini umberto

30 aprile 2012 18:52

si può compensare un credito da unico 2010 di un familiare a carico per il 2011 senza reddito?

simona

10 maggio 2012 13:20

salve,volevo sapere se devo pagare l'irpef e non ho un sostituto d'imposta la pago con il modello f24?... e poi se invece ho un credito d'imposta e non ho un sostituto d'imposta perchè risulto da quest'anno disoccupato chi mi paga il credito?? grazie

enrico

12 maggio 2012 12:14

si può considerare a carico la convivente non coniugata che non dispone di reddito proprio?

martina

27 maggio 2012 12:51

Salve,
percepisco assegno di mantenimento ex coniuge residente all'estero che non deduce tale assegno.
Sono tenuta a dichiararlo ugualmente?

simone

28 maggio 2012 20:02

L'IRPEF da pagare entro il 18 giugno, risultante dal Modello unico è a saldo? Se va versato anche l'acconto per il 2012, a quali importi devo fare riferimento?

francesca

11 giugno 2012 23:20

Salve, avrei bisogno di un'indicazione su chi deve versare l'irpef, il dipendente o il datore di lavoro?
Mi sono stati versati dall'azienda dove lavoravo contributi irpef per una percentuale del 20, mentre ora me ne vengono richiesti da versare il 23%.
A chi spetta la differenza? Grazie dell'informazione

antonino

12 luglio 2012 11:52

Pensionato, risiedo all'estero, pago attraverso banca in Italia assegno all'ex coniuge, mi e' stato detto che non mi saranno piu' riconosciute gli oneri deducibili con la presentazione del mod. 101... perche' residente Estero inoltre dovro' restituire le somme percepite di arretrati che nel 2011 mi sono state riconosciute, corrisponde tutto questo..??? grazie.

salvatore

8 agosto 2012 18:04

buon giorno sono un dipendente,e il conguaglio irpef lo faccio in busta paga con la dichiarazione 730.volevo sapere se il mio titolare non paga, o paga in ritardo il mio debito con il fisco,perchè è in ritardo di 3 mesi con il pagamento delle buste paga.chi paga gli interessi di mora? visto che non dipende da me.

gabriele

24 agosto 2012 18:40

Salve, sono proprietario di una casa al 100% acquistata prima del matrimonio e mia moglie è proprietaria di un'altra casa a 100% prima del matrimonio, entrambi residenti nelle proprie case. A giugno abbiamo pagato l’imu io come seconda casa e lei come prima. Volevo sapere se è giusto e se devo pagare l’irpef come seconda casa.
grazie

gianluca

9 ottobre 2012 23:19

Salve, vorrei sapere se per i redditi da lavoro autonomo e' prevista una esenzione IRPEF pari a 4.800,00 euro. Se esiste, e' applicabile anche ai redditi relativi al 2012. Grazie

carlo

1 novembre 2012 10:17

Mia figlia ha lavorato sino a settembre 2011 come lavoratore dipendente per cui ha avuto il relativo CUD 2012 dove NON era riportato l'acconto dell'adizionale comunale IRPEF per il 2012. Nel quadro RV di UNICO 2012 il commercialista ha calcolato un acconto dovuto per il 2012 di tale addizionale : è corretto ciò considerando che mia figlia non ha lavorato sa settembre 2011 ad oggi e non lo farà fino alla fine dell'anno in corso 2012 ?
Grazie

ezio

14 novembre 2012 10:37

secondo il mio commercialista, non posso fare il 730 quindi non posso scaricare spese di mutuo, spese mediche, scontrini farmacia ecc. perchè non ho una base imponibile. Sono invalido (100% e percepisco la pensione con accompagnamento) + una minima pensione di 500 euro (del lavoro che svolgevo prima) e ho una moglie che non lavora e percepisce una invalidità (anche le per problemi di salute, solo invalidità). abbiamo tantissime spese mediche perchè entrambi con problemi e non posso scaricare nulla. mi spiegate per favore? grazie. Cosa posso fare?